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Partinico, la piazza alle 19,30, “Un vuoto che va oltre”

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Il punto con le considerazioni di Gino Chimenti

Dopo qualche mese ieri sera e stasera, ho fatto una passeggiata nel corso e mi sono reso conto del degrado, non soltanto strutturale, ma anche morale in cui è lasciato il centro storico di Partinico.
Nel corso dei mille che una volta era il luogo in cui si incontravano le famiglie, gli amici, ormai si trovano, oltre agli storici “chiazzalori”, ormai anch’essi una razza in via d’estinzione, orde di ragazzini e ragazzine, con tacchi alti e truccatissime, che scorazzano per la piazza senza una meta.
Proprio ieri sera ho assistito personalmente ad una lite tra due ragazze che si tiravano per i capelli davanti alla gradinata della chiesa madre ed, incredibilmente, si è immediatamente creato un assembramento di coetanei che, invece di dividerli, si sono messi in cerchio e fare il tifo per l’una o per l’altra. La lite è durata pochi secondi, perché una delle due contendenti è riuscita a liberarsi ed è scappata inseguita da un’orda di ragazzini impazziti.
Inutile dire che, alle ore 19.30 di un sabato sera non c’era l’ombra di un vigile urbano o di un poliziotto.
Stasera lo scenario era ancora peggiore, come si vede dalla foto, alle 19.30 la piazza era completamente vuota, non c’erano nemmeno i ragazzini che, a quanto pare erano rintanati nelle viuzze adiacenti al centro storico. Abbiamo saputo, infatti, dalle cronache che nei pressi dell’ex Arena Lo Baido un ragazzino è rimasto ferito dopo una lite.
E’ chiaro, a questo punto, che non è solo il problema di un centro storico degradato, ma di un paese che ha perso di vista i valori più importanti. La nostra comunità non riesce più ad educare i propri figli.
In questo gruppo siamo ormai quasi diecimila e le notizie di Partinico E-news, a volte vengono lette anche da 20000 persone in un giorno, sia ragazzi che genitori. Credo, quindi, che sia giunto il momento che ognuno si prenda le proprie responsabilità e svolga al meglio il ruolo che la società gli ha dato nel migliore dei modi. Genitori, insegnanti, educatori in genere “DIVENTIAMO CIO’ CHE SIAMO”
Da Partinico E-news

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