Partinico, è morto il puparo Antonio Canino

E’ scomparso questa sera a Partinico lo storico e famoso maestro puparo Antonio Canino, ultimo erede della famiglia pupara conosciuta in tutta la Sicilia, è deceduto questa sera alle 20.50 all’ospedale di Partinico, era stato ricoverato per una polmonite e edema polmonite che ha causato il decesso. L’artista ci lascia a 86 anni e con lui va via quasi due secoli di storia partinicese. lui che aveva preso la sua passione dal bis nonno don Liberto.
Di recente aveva allestito alla cantina borbonica una mostra e un piccolo teatrino per intrattenere le scolaresche e turisti con i suoi pupi raccontando la storia dei paladini di Francia alla cantina borbonica.

LA STORIA DAL BLOG: ipupidipartinico.it

La famiglia Canino nasce nel 1828 con Don Liberto Canino che crea la prima armatura metallica, ai nostri giorni questa famiglia a portato avanti la tradizione dell’arte marionettistica facendo conoscere a intere generazioni l’Epopea dei paladini di Francia. L’albero genealogico della famiglia Canino ha quindi come capostipite Don Liberto figlio di Luigi famoso sarto di corte che , operò a Palermo e successivamente a Partinico fino al momento in cui solo due dei suoi figli Antonino e Luigi continuarono la sua opera. Luigi ed i tre figli Gaspare, Guglielmo ed Alberto operano a Balestrate, Castellammare del Golfo, Alcamo, Trapani e Sciacca. Gaspare, decise di trasferirsi definitivamente ad Alcamo continuando da solo l’opera appresa dal padre Luigi fino al 1977 anno in cui, lasciò definitivamente il mestiere, donando la prima marionetta di Famiglia al Museo Etnografico “Giuseppe Pitrè” di Palermo. L’altro figlio di Don Liberto, Antonino invece impiantò il suo teatro a Termini Immerese operando stabilmente anche a Carini, con un teatrino mobile saltuariamente fino al 1948 a Partinico anno in cui cedette le redini al suo primo nipote che come lui porta il nome di Antonino e dove ancora oggi opera. Antonino fu uno dei migliori pupari del tempo vuoi per i pupi ereditati dal padre Don Liberto, ma certamente anche per quelli da lui costruiti. Il suo teatro per bellezza degli scacchi (teloni dipinti a sei riquadri) le scene di fondo realizzati da Francesco Rinaldi detto “Faraone” (e per la voce da baritono) era il luogo preferito da coloro che amavano seguire episodio e scena dopo scena le gesta dei loro beniamini. Antonino ebbe due figli Alberto e Vincenzo. Quest’ultimo operò sulla piazza di Partinico con un teatro stabile fino al 1951 insieme al primogenito Antonino, il quale cresciuto in casa del nonno ricalcava in tutto il suo più illustre Maestro. Antonino nasce a Partinico nel 1929. A vent’anni apre il primo teatrino a Trappeto . Tre anni dopo si sposta a Sciacca dove insieme allo zio Guglielmo gestiscono l’ennesimo teatrino. Dopo qualche tempo ritorna a Balestrate dove apre un teatrino rappresentando con successo molte opere inedite. Dal 1953 Partinico diventa la sua pianta stabile. Molto vasto è il repertorio portato in giro fra i vari teatrini, sia stabili sia viaggianti. Certamente da ricordare le rappresentazioni più famose come in Reali di Francia, Guido Santo, Dolores e Straniero, Rinaldino, I Paladini di Francia, I Vespri Siciliani, I Beati Paoli, Coriolano della Foresta, Brasi Testalonga, Il Bandito Leone, L’Orlando Furioso, La Gerusalemme Liberata, La Guerra di Troia, Trabazio Imperatore di Costantinopoli e sicuramente ricordati su copioni originali del nonno “Macbeth, Amleto e Giulietta e Romeo. Non mancano le farse con classici personaggi comici popolari come: Virticchiu e Nofrio, il Barone Fortunello, Lisa, Lauretta ed altri sicuramente pieni di ironia e di brio. Negli anni sessanta svolge un’intensa attività in varie regioni e in Liguria in particolare rappresentò “Giulietta e Romeo” repertorio riadattato dal Liberto per rappresentarlo con i Pupi. Nel 1985 con una convenzione stipulata con l’Assessorato Provinciale al Turismo di Palermo porta per la prima volta il repertorio Carolingio con una serie di rappresentazione presso il Club “Mer. et Soleil” di Mongerbino. Le tounèe fatte nei paesi Scandinavi (Norvegia, Svezia e Danimarca) paese dove quest’arte trova un folto pubblico lo spinge nel 1968 a trasferirsi a Parigi, dove vi trascorre circa un anno con un teatrino sito nel quartiere latino. Per l’attività svolta, nel 1973 è nominato dal Presidente della Repubblica Leone “Cavaliere del lavoro”. Nel 1976 è chiamato a Parigi da Sjlvia Monfort direttrice del teatro Nouveau Carrè e nel 1979 partecipa a “L’annèe des Abbayes Noemandes” manifestazione di grande prestigio per la Normandia. Sempre nello stesso anno con la seconda rete televisiva nazionale Francese registra 286 episodi per bambini intitolati “L’epopea dei Paladini di Francia”. Negli anni successivi svolge attività nei villaggi turistici. Nel gennaio 86 organizza presso il teatro dell’Opera di Roma una Mostra Etnografica della collezione dell’800 e la stessa sarà riproposta nel’89 al Parco Reale di Malmò in Svezia durante un gemellaggio con il comune di Partinico. Sempre nel 1989 la collezione della famiglia Canino è tutelata dalla Sopraintendenza ai Beni Culturali e Ambientali. Dopo anni di assenza nel 1999 partecipa con notevole successo al Festival di Morgana presso il Museo Internazionale delle Marionette. Nel 2009 partecipa ad un progetto PON con la Scuola Secondaria di 1° Grado “G.B. Grassi Privitera”come Esperto Puparo.

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