Carabinieri individuano rapinatori di banche

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Rapina a Carini e qualche giorno prima in azione anche alla banca San Rizzo di Montelepre. Sarebbero stati identificati dai carabinieri della cormpagnia di Partinico i due presunti autori della rapina a mano armata messa a segno lo scorso 4 gennaio alla banca Don Rizzo di Montelepre. Si tratterebbe infatti degli stessi banditi che martedì scorso (giorno 14) con un terzo complice che è riuscito però a fuggire, avrebbero fatto un’ altra rapina nell’agenzia Banca Nuova, di Corso Italia, a Carini, finendo subito in arresto. I due Giuseppe Maranzano , di 31anni e Giuseppe Accetta di 34 anni, entrambi palermitani, abitanti rispettivamente alla Kalsa e in Corso dei Mille si trovano in carcere gia da quattro giorni e sono adesso indagati anche per questo colpo. Colti in flagranza, erano stati bloccati e arrestati dai militari non appena usciti dall’istituto di credito della Banca Nuova, dopo un brevissimo inseguimento a piedi. Per il terzo complice, che è riuscito invece a dileguarsi con il bottino circa cinquemila euro, sono ancora in corso le ricerche. Si aggrava cosi la posizione giudiziaria dei due banditi in trasferta, ritenuti quindi adesso autori di ben due assalti perpetrati nell’ arco di appena un mese. Alla loro identificazione, i carabinieri di Partinico sono arrivati dopo un’ approfondita e meticolosa attivita d’indagine supportata da riscontri fotografici, intercettazioni telefoniche e ambientali, nonche dalle visione delle immagini delle telecamere del sistema video sorveglianza installato nella banca Don Rizzo di Montelepre e da alcune analogie che sarebbero state riscontrate dagli stessi investigatori nel modus operandi adottato durante i colpi perpetrati nei due istituti di credito. Tutti elementi che insieme ad altri hanno portato alla positiva svolta nelle indagini, che si sono concluse, come detto, con l’identificazione di Maranzano e Accetta, quali presunti responsabili anche della rapina nella banca monteleprina, con sede lungo il corso Castrenze di Bella . Ricordiamo che l’assalto alla Don Rizzo Di Montelepre e avvenuto, come si diceva, nella mattinata dello scorso quattro gennaio due uomini con it volto travisato e armati di pistola avevano fatto irruzione nella filiale, dove al momento non c’erano molti clienti. Una volta dentro, hanno puntato l’arma contro il cassiere intimandogli di consegnare tutto il denaro che era custodito nella cassa: strana coincidenza, circa cinquemila euro arraffati i soldi, i due si erano dati a precipitosa fuga a bordo di una lancia Y. Immediato era scattato l’allarme e sul posto in una manciata di minuti erano giunti i carabinieri che avevano subito avviato le ricerche in tutto territorio con l’istituzione di diversi posti di controllo: ma dei banditi nessuna traccia. A Carini, invece, qualcosa era andato storto. Prima quel cliente che stava per entrare e che ha fatto scattare l’allarme. Gli sportelli erano aperti da neppure un’ora, quando i tre giovani hanno fatto ingresso. Non c’e stato alcun dubbio sulle loro intenzioni: State tranquilli, e’ solo una rapina nonostante l’ora, la banca era abbastanza affollata e ci sono stati momenti di panico. Uno dei cassieri ha avuto un malore ed e stato poi portato in ospedale. I tre hanno minacciato gli impiegati dicendogli di consegnare tutto il denaro contenuto nelle casse. Mentre uno prelevava il denaro, gli altri due controllavano le porte. Ma proprio fuori dalle vetrate, un cliente ha composto con freddezza il 112 e ha fatto scattare l’allarme. «C’e una rapina in corso, fate presto». Immediato l’arrivo di una gazzella del Nucleo Radiomobile della compagnia di Carini che hanno circondato la banca. I tre intanto, ignari di essere gia nella trappola dei militari, sono usciti di corsa a piedi per darsi alla fuga. Durata pochissimo, quella dei due sfortunati banditi. I militari li hanno bloccati, mentre it terzo riusciva a dileguarsi con il magro bottino: si parla di poche migliaia di euro. Sul posto e stata rinvenuta l’autovettura, una Citroen C2 utilizzata per giungere sul luogo della rapina. Una mano alle indagini dei carabinieri potrebbe arrivare dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza della banca. Adesso, a distanza di un mese, il positivo epilogo con l’identificazione di Giuseppe Maranzano e Giuseppe Accetta.

Foto di repertorio



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