Partinico, Provenzano, Legambiente ed Enrico Somma, scoppia la polemica sul social

Scoppia la guerra sui social dopo il post pubblicato ieri dall’assessore al verde Gianlivio Provenzano.
La vicenda si riferisce al presunto degrado denunciato virtualmente dall’assessore, subito è arrivata la replica del presidente Maria Teresa Noto del circolo di legambiente di Partinico, oggi scende in campo agguerrito anche il prof Enrico Somma, conosciuto per le battaglie contro la distilleria Bertolino.
Ieri l’assessore Provenzano ha scritto sul social quanto segue:
Stamattina mi sono recato presso villa Borsellino, villetta data in affidamento alla Legambiente di Partinico… esempio di quanto fallimentare a volte diventa l’affidamento a terzi… mi dispiace che proprio Legambiente associazione di certo sensibile alle problematiche ambientali lasci un bene comunale datogli in affidamento in totale abbandono…
al post seguono le foto:

Subito la replica di legambiente che posra su Facebook:

Villa Borsellino
Rispondiamo alle critiche mosse qui sui social, circa lo stato di abbandono della villa, sottolineando che attualmente è chiusa per effetto delle condizioni meteorologiche avverse (forte vento e intense piogge) che hanno caratterizzato i mesi di gennaio e febbraio e che sarà riaperta la prossima settima, dopo opportuna pulizia, visto che le condizioni climatiche solo da qualche giorno sono più clementi.
Legambiente Partinico ha in gestione Villa Borsellino da un paio di anni. Quando ci è stata affidata era in condizioni disastrose: la vegetazione assimilabile a foresta vergine, vandalizzata, ritrovo di tossici ed altro.
Tantissimo è stato fatto, a partire dalla bonifica, dalla ristrutturazione della casetta che più di tutte versava in pessime condizioni intervenendo con sistemazione/sostituzione di infissi, ripristino murature, acquisto vetri, sistemazione illuminazione, ecc. e tutto senza ricevere alcun minimo contributo. Da allora è stata restituita alla collettività, dotandola anche di un piccolo parco giochi.
La villa viene mantenuta con interventi di pulizia programmata, con cadenza generalmente bisettimanale e viene chiusa ogni qual volta ci siano condizioni meteorologiche avverse (temporali, forti venti, ondate di calore), in seguito ai quali viene riaperta dopo opportuna pulizia e messa in sicurezza.
Come da calendario, la prossima pulizia è già stata programmata per giovedì 23 febbraio.
Legambiente Partinico non ha alcun interesse politico nel mantenere la gestione della villa. Tutto ciò che il circolo porta avanti, sono azioni fatte da volontari, che gratuitamente, senza percepire alcun compenso per il lavoro svolto, prestano il loro tempo per pulire e rendere fruibile un bene pubblico e per rendere un servizio alla collettività, servizio che chi è titolato a fare non ha mai fatto, o che fa solo in periodo pre-elettorale.
Questa non è la Partinico che vogliamo! E sono anni che il paese versa in un periodo nero di incuria e menefreghismo totale:
– Tutto il verde pubblico del paese è in una situazione catastrofica e curato solo all’occorrenza; gli alberi non si potano o se si potano si fa in modo devastante.
– Decespugliamento stradale inesistente o lasciato alla cura di chi, sempre a titolo di volontariato, lo fa davanti la propria abitazione o davanti la propria attività commerciale.
– Esiste il servizio di raccolta differenziata ma è lacunoso in alcuni punti. Munnizza buttata ovunque e lasciata marcire per diversi giorni senza che nessuno la tolga. Centro abitato non spazzato e poco decoroso.
– Cura per tutto ciò che è di interesse collettivo…inesistente.
– Centro abitato e periferie nel degrado più assoluto…
– Ma le tasse per vivere in un luogo decente e regolato da civiltà, i cittadini le pagano, ed anche molto salate.
Che dire? facile criticare e farsi belli.
Ma a che serve farsi belli soltanto in certi periodi?
Il Paese ha bisogno di cura e pulizia, soprattutto culturale, sempre!!!

Oggi è la volta del professore e giornalista Enrico Somma che attacca legambiente sulla vicenda del fiume Nocella, scrive il prof. su facebook:

Come mai Legambiente, dopo la scomparsa di Gino Scasso, anche in occasione dei prievi di Goletta Verde alla foce del Nocella con i suoi comunicati sembra voler far dimenticare al mondo intero che lì cominciava “il mare colore del vino”? La cui “puzza da voltastomaco” e caratteri cambiarono anche il colore del letto del fiume a partire dalla confluenza del torrente Puddastri dove scarica una certa industria?
Anche il prof. Angelini, al recente meeting dei pentastellati su “una vicenda che brucia” (da me rappresentatta nel pamphlet “I tabù delle mafie”) ha notato le incongruenze di Legambiente successive alla scomparsa del compianto prof. Scasso (che del prof. Angelini era un estimatore e collaboratore).
Tali incongruenze -continua Somma-sono ancor più evidenti sulla vicenda dell’inquinamento della falda a valle della Bertolino, su cui la perizia giudiziaria del prof. Celico (Università di Napoli) indicò con chiarezza la fonte tramite un “tracciante” usato solo in distillazione e l’innalzamento della temperatura della falda: compatibile solo con l’attività di una certa centrale termica.
E tuttavia a cavallo del pentimento di Siino (che proprio Scasso per primo indicò come “un prezzo da pagare” insieme allo storico Casarubea) la vicenda fu archiviata mentre si rinviava a giudizio e condannava un capostazione e un operaio (rei forse di avere collaborato con Italia Nostra che denunciò tale onquinamento).
Come mai Legambiente non solo tace su tali fatti, ma si comporta come un’agenzia di iniziative propagandistiche buone solo a depustare sui veri problemi ambientali e a supportare la carriera politica o professionale di chi dovrebbe invece dare un contributo serio su vicende note ai cui atti giudiziari e tecnici Legambiente ha accesso anche tramite l’ARTA (Assessorato Regionale Territorio e Ambiente)?
Significativo a tal riguardo è il fatto che un rappresentante dei propretari dei pozzi inquinati e a un esponte di una associazione ambientalista della destra politica (nei locali dell’Osservatorio della Legalità) mi hanno rappresentato tale situazione durante la presentazione del mio “I tabù delle mafie”. Mentre invece i rappresentanti di Legambiente non solo non hanno partecipato, ma hanno fatto ostruzionismo facendomi perdere due mesi di tempo con assurdi pretesti.

per qualsiasi replica potete scrivere a info@partinicolive.it


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