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Giallo su incendio all’ingresso secondario del cimitero di Partinico: a fuoco resti di lapidi e bare

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Lapidi e bare tra rifiuti e sterpaglie. Una vera e propria discarica abusiva è stata creata alle spalle del cimitero di Partinico, nell’area antistante che si affaccia lungo la statale 113. Una situazione di degrado che va avanti da tempo e forse qualcuno si sarà stancato. Avrà pensato bene di dare alle fiamme quest’ammasso di rifiuti e vegetazione.

Ed è proprio contro ignoti che in queste ore stanno lavorando i vigili urbani: è stato infatti aperto un fascicolo con tanto di indagine per cercare di ricostruire il raid incendiario. Per il momento dal comando di polizia municipale c’è il massimo riserbo sulla vicenda e non trapela nulla, a conferma comunque della delicatezza del caso. Possibile che la Procura di Palermo sia stata già informata dei fatti o comunque a breve lo sarà. L’impressione comunque è che ci si trovi di fronte ad una vera e propria discarica in uso al cimitero.

Infatti nell’ampio terreno bruciacchiato, ricoperto di folte sterpaglie, c’è davvero di tutto. Si scorgono lapidi rotte e in alcuni casi ancora integre, con decessi risalenti in base alla data di morte riportate agli anni ’60, ’70 e ’80. Ci sono però anche pezzi di bare in legno, addirittura al momento dell’incendio si trovava un intero feretro. Sono stati anche ritrovati a centinaia sparsi su tutta l’area dei conci di tufo, utilizzati verosimilmente per tumulare le bare negli appositi loculi, così come resti di sfabbricidi, oltre che anche rifiuti solidi urbani e persino dell’eternit.

E poi ancora sfalci di potatura in grande quantità ammassati e mucchi di terra. Ad aver preso fuoco una lunga striscia di terreno all’incirca per una trentina di metri. Al momento i caschi bianchi hanno aperto un’indagine contro ignoti ed hanno effettuato un sopralluogo a caccia di eventuali reperti da potere raccogliere. Ora però resta anche da capire chi ha potuto depositare questo materiale e perchè. Il terreno in questione è di proprietà comunale e da tempo si consumano polemiche per lo stato di degrado in cui versa.

Già nel 2012 il problema venne sollevato da Rifondazione Comunista che senza mezzi termini, in un dossier fotografico appositamente realizzato, aveva parlato di una “discarica a cielo aperto” in questo terreno. Nel corso del loro sopralluogo gli esponenti della falce e martello trovarono “una vera e propria discarica per inerti e altro materiale di risulta dei lavori realizzati dal personale e dalle imprese che operano all’interno del cimitero”.

La destinazione di quest’area, in base al piano regolatore cimiteriale, è a “verde”. Secondo le mire dell’amministrazione comunale, oggi decaduta dopo le dimissioni del sindaco Salvo Lo Biundo lo scorso 27 aprile, proprio questa parte del cimitero si sarebbe dovuta affidare ad una ditta privata nell’ambito di un project financing. Procedura che sta ancora andando avanti con l’avviso già emesso e scaduto qualche giorno fa.

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