Partinico, arrivata la prima rata della tassa sui rifiuti: una beffa per una città sempre in emergenza

tari tariffa puntuale

Una vera beffa per i partinicesi. Con ancora i segni di un’emergenza rifiuti terribile, l’ultima addirittura durata consecutivamente oltre un mese per la protesta della metà dei netturbini che si sono fermati per rivendicare gli stipendi arretrati non pagati, lunedì i cittadini si troveranno con l’incombenza di pagare la prima rata della Tari.

Dovrà essere versato al Comune un terzo del tributo dovuto, poi le altre rate dovranno essere versate a settembre e quella a saldo a novembre. Unica consolazione, se così definire, è che il tributo non ha subito aumenti rispetto al 2016. Resta tutto invariato, con le utenze non domestiche che quindi sono le più penalizzate dopo la decisione dello scorso anno dell’allora giunta guidata dal sindaco Salvo Lo Biundo di aumentare le aliquote.

Ad esempio bar e pasticcerie dovranno corrispondere 11,70 euro a metro quadro a fronte  dei 9,78 euro del 2015; stangate per negozi di abbigliamento, calzature, librerie, cartolerie e ferramenta: per loro la tariffa raddoppia ed arriva a 7,22 euro. Nel tempo sono state veementi le proteste per questo tributo, aumentato a dismisura in una città che invece subisce un servizio di raccolta spesso a singhiozzo per vari problemi legati al Comune e all’Ato rifiuti Palermo 1 che essenzialmente sono di natura economica.

D’altronde non può essere altrimenti dal momento che dal 2004, ultimo anno di gestione diretta del servizio di raccolta dei rifiuti da parte del Comune, si spendevano per effettuare il servizio 500 mila euro l’anno; oggi invece se ne spendono poco più di 5 milioni, cioè dieci volte di più.



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