Partinico, torna l’allarme brucellosi: trovato allevamento infetto, scatta il sequestro

bovini

Torna l’allarme brucellosi per la zootecnica locale di Partinico. Dopo un periodo di sostanziale tranquillità in questi giorni è rispuntato un nuovo focolaio che ha investito un intero allevamento alla periferia della città. Il caso è scoppiato in contrada Bracco dove alcuni bovini sono stati trovati infetti.

Immediato l’intervento del Comune e dell’ufficio veterinario dell’Asp di Palermo che ha sottoposto a sequestro l’allevamento ed ha predisposto una serie di misure restrittive prima della bonifica del sito. Le misure di sicurezza sono quelle contemplate già nel 2015 nell’ordinanza del ministero della Salute che per l’appunto applicava interventi “straordinari in materia di tubercolosi, brucellosi bovina e bufalina, brucellosi avi-caprina e leucosi bovina enzootica”.

Il titolare dell’allevamento è chiamato ad isolare i capi infetti e ad abbatterli entro 15 giorni dalla notifica da parte dell’Asp della verifica dell’infezione. Inoltre questi animali non potranno essere spostati se non per la loro macellazione; nel contempo si dovranno disinfettare i locali e le attrezzature al servizio dell’allevamento. Inoltre vige il divieto di impiego dei pascoli dove hanno pascolato animali infetti non prima di 4 mesi dall’allontanamento degli stessi e vi è anche l’obbligo di distruggere con fuoco o interramento del fieno della paglia, dello strame e di qualsiasi materiale o sostanza venuta a contatto con gli animali infetti o con le placente.

Infine non potrà essere impiegato il latte delle bovine infette all’interno dell’allevamento stesso se non dietro trattamento termico. Era dal 2016 che non si verificavano più casi di brucellosi: l’ultimo in aprile in un allevamento per l’esattezza di contrada Mortaro dove vennero rinvenuti alcuni capi di bestiame infetti. Secondo quanto sostiene il centro nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della salute, anche gli uomini possono contrarre la malattia entrando in contatto con animali o prodotti di origine animale contaminati.

Sono tre le vie da cui passa l’infezione: attraverso cibi o bevande contaminati, per inalazione, oppure tramite piccole ferite sulla pelle. In mesi precedenti sempre a Partinico erano stati accertati altri focolai in allevamenti alla periferia: molti casi fortunatamente rientrarono. I capi infetti vennero eliminati e la situazione tornò alla normalità. L’infezione che si riscontrava maggiormente nel territorio, oltre alla brucellosi, fu la tubercolosi.

Una malattia trasmissibile all’uomo e che può anche avere effetti mortali: proprio per questo vengono adottate precauzioni molto ferree. Il commissario straordinario del Comune, Maurizio Agnese, in seguito alle risultanze dell’Asp per questo allevamento di contrada Bracco ha emanato un’ordinanza in cui prevede l’adozione di diversi provvedimenti restrittivi a garanzia della salute pubblica. Sempre lo scorso anno scoppiò a Partinico un’altra tegola sulla zootecnia ed era relativa all’emergenza tubercolosi.

Numerosi focolai furono accertati nelle contrade Cannizzaro, Albachiara e Bosco Falconeria. Fu un periodo di alta tensione anche per le conseguenze della tubercolosi che è trasmissibile all’uomo e può anche avere effetti mortali: proprio per questo vengono adottate precauzioni molto ferree. La tubercolosi nei bovini infetti colpisce l’uomo e gli animali e si presenta con decorso per lo più cronico e depauperante. Le conseguenze del contagio possono essere anche gravi in quanto questa malattia può causare lesioni anche mortali colpendo tutti gli organi e i tessuti.


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