Alcamo, a fuoco auto di pregiudicato: indagine sulla piccola criminalità

Alcamo incendio via Cordone auto pregiudicato

Dopo un periodo di calma apparente tornano ad “accendersi” le notti di Alcamo. Poco prima dell’alba è andata a fuoco un’auto e in queste prime battute dell’indagine non si esclude che possa esserci lo zampino della microcriminalità. Un possibile regolamento dei conti che però deve essere ancora del tutto confermato e provato, cosa che quindi non esclude altre piste.

Protagonista una stradina del centro storico, la via Cordone, che sbocca su due principali arterie: la via Foscolo e il corso VI Aprile. Ad andare a fuoco una lancia Y formalmente intestata ad una donna, C.C., 72 anni, residente nella stessa via Cordone ma di fatto in uso al figlio di 41 anni, di professione gessista.

Sul posto, poco prima delle 4, i vigili del fuoco del locale distaccamento che hanno spento l’incendio con celerità evitando quindi danni ben peggiori. Ad andare distrutta tutta la parte anteriore del veicolo, quindi il vano motore. Il fuoco poi si è propagato su una vicina persiana in legno che è rimasta danneggiata.

I pompieri hanno circoscritto subito il rogo ed evitato quindi che l’auto potesse andare del tutto distrutta e le alte lingue di fuoco si potessero propagare anche all’interno dell’abitazione. Ad essere intervenuti anche i carabinieri della Compagnia di Alcamo che hanno aperto un’indagine. Si parte dalla perizia fatta da vigili del fuoco che non avendo trovato tracce di innesco o altro hanno archiviato il caso sostenendo che “non si è potuta accertare la natura dell’incendio”.

Gli inquirenti però propendono per l’ipotesi del raid doloso. Chiaramente resta da capire il movente e il contesto in cui è maturato l’episodio. A far drizzare le orecchie agli inquirenti i precedenti del 41enne che usa di fatto l’automobile. Ha vecchi conti con la giustizia e coinvolgimenti in ambito dello spaccio della droga. Non stiamo comunque parlando di un “grosso pesce” quindi tutt’al più si può scavare nell’ambito della piccola criminalità.

I carabinieri stanno adesso scavando sulla vita privata dell’uomo per provare a cercare un possibile movente che possa spiegare i motivi di questo incendio. Essendo comunque alle prime battute dell’indagine non si esclude  nessun’altra pista, anche quella strettamente privata e che esula quindi dal possibile contesto della microcriminalità.


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