Partinico, “Ottucannola” come lavatoio: l’indignazione ad orologeria dei cittadini

Partinico fontana ottocannoli usata per lavare panni

Ha destato, rabbia, sconcerto e indignazione quanto accaduto ieri mattina con la storica fontana barocca di piazza Duomo “invasa” da persone che l’hanno utilizzata come un lavatoio. Sulle sbarre che delimitano il sito, installato su una pavimentazione marmorea di pregio, facevano bella mostra di sè pantaloni, magliette, felpe e gonne appena lavate che erano state in pratica utilizzate come veri e propri stendini.

Alcune foto sono state pubblicate sulla nostra pagina di Partinicolive e giù l’indignazione di centinaia di utenti partinicesi che se la sono presa con le forze dell’ordine perchè non controllano, con il cittadino oramai “imbarbarito” e non potevano di certo mancare le classiche accuse contro i politici “manciatari” e gli extracomunitari che oramai sono visti come il male di Partinico.

Si è registrato anche il commento dell’autorevole Legambiente che ha  definito l’episodio sommessamente come “Storia di miseria, di povertà, di abbandono e indifferenza”. Insomma, gira e rigira, questa città riesce sempre a spostare la sua attenzione dai problemi reali e seri. Un fenomeno che si può definire come “indignazione ad orologeria”.

L’ennesima emergenza rifiuti, che si è verificata non più di un mese fa, ha prodotto a malapena un corteo con circa mille partecipanti a fronte di una cittadina di ben 32 mila abitanti. Sono venute fuori storie al limite dell’assurdo, l’ultima delle quali ha fatto emergere uno spaccato più che preoccupante anche a livello istituzionale, cioè da chi ci dovrebbe governare con il più classico dei meccanismi della trasparenza e della legalità.

Ci riferiamo all’indagine in cui la Procura ha accertato ingerenze da parte del titolare dell’emittente televisiva Telejato, Pino Maniaci, nei confronti del sindaco e dell’amministrazione in genere al punto da far ammettere l’amante in più graduatorie di sostegno al reddito, pur non avendone il diritto, e facendola addirittura impiegare in nero come puliziera direttamente nella stanza del primo cittadino.

E che dire delle zone a traffico limitato e delle isole pedonali oramai scomparse dal centro storico espropriato persino dei suoi seppur minimi centri di aggregazione. In tutto questo si consumano raid vandalici e furti persino nel cuore del centro cittadino, tra l’indifferenza di un popolo che non vede, non sente e non parla (non una sola denuncia è mai pervenuta alle forze dell’ordine in tal senso).

Alla fine della fiera però la colpa è sempre degli altri: delle forze dell’ordine che non controllano, degli extracomunitari che “ci rubano il lavoro”. Il partinicese spesso è così: mai un filo di autocritica perchè il male è annidato altrove. Con questo non intendiamo affatto giustificare il gesto sconcio dell’utilizzo della fontana barocca che è un pezzo di storia della città, anche gloriosa dal momento che ha fatto da cornice ad uno dei più bei film italiani “Il giorno della civetta”.

Anzi, il rispetto delle regole parte proprio dal basso. L’articolo 98 del decreto legislativo n.153 del 3 aprile 2006 delle ‘Norme in materia ambientale’ dispone che “coloro che gestiscono o utilizzano la risorsa idrica, adottino misure necessarie all’eliminazione degli sprechi e alla riduzione dei consumi”. In questo caso il Comune di Partinico dovrebbe dotarsi di un’ordinanza in cui si faccia espresso divieto di utilizzo delle risorse idriche in modo improprio, quindi lavando i panni o le auto ad esempio. Che ci risulti questa ordinanza a Partinico non è mai stata emanata.


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