Alcamo, al Comune sospetti su affidamenti diretti: rilevati “atti illegittimi”

Continui affidamenti diretti degli appalti sotto soglia e il sospetto che al Comune di Alcamo gli uffici utilizzino in maniera distorta le norme in materia per poter eludere il ricorso a gare ad evidenza pubblica. E’ un vero e proprio atto di accusa quello del segretario generale del Comune, Vito Bonanno, che parla di “criticità”, “eventuali elusioni” e scarsa trasparenza.

Tutto messo nero su bianco nella “Relazione sul controllo di gestione” che è stata messa nelle mani della giunta guidata dal sindaco Domenico Surdi. Lo spaccato che viene fuori ha davvero dell’incredibile, con la denuncia addirittura di alcuni profili di illegittimità nel ricorso degli uffici agli affidamenti diretti di lavori, servizi e forniture. Ne viene fuori un quadro quantomeno opaco che mette in evidenza anche un cattivo utilizzo dei fondi pubblici.

Nella relazione Bonanno ha affrontato i contratti per forniture che non superano la soglia dei 40 mila euro che è uno dei requisiti per poter affidare in via diretta i servizi. A quanto pare questo modus operandi trova all’interno dei vari Settori del Comune un ricorso quantomeno abbastanza consolidato e probabilmente anche sospetto, al punto da spingere il segretario generale ad alzare il velo sulla vicenda.

Tra le criticità rilevate anzitutto il fatto che gli uffici abbiano diverse volte attivato questo istituto non rispettando quanto detta la norma che impone l’indicazione della “procedura che si intende seguire con una sintetica indicazione delle ragioni”. In pratica il legislatore rileva che bisogna motivare il perchè del ricorso all’affidamento diretto.

Non solo: il segretario generale avrebbe anche ravvisato il mancato “principio di rotazione degli inviti e degli affidamenti” che imporrebbe invece alle pubbliche amministrazioni di ruotare continuamente le ditte invitate con procedura negoziata anche per evitare che alla fine concorrano sempre le stesse e in queste modo si alteri di fatto la possibilità per il Comune di poter davvero contare sui ribassi d’asta e sulle offerte migliori del mercato.

In alcuni casi addirittura sarebbe mancata la “verifica dei requisiti di ordine generale in capo all’affidatario diretto”, quindi non ci sarebbe stata la certezza che la ditta aggiudicataria avesse le carte in regola per potere svolgere quel servizio. Lo stesso Bonanno addirittura avrebbe verificato l’esistenza di “illegittime determinazioni”.

In questo senso l’alto burocrate preannuncia che sono in atto delle misure organizzative per ridurre gli affidamenti diretti: “E’ necessario – scrive Bonanno nella relazione – procedere ad una programmazione delle forniture e dei servizi ripetitivi e trasversali, determinando il fabbisogno di ente ed affidando la responsabilità dell’affidamento dei relativi contratti ad un ufficio unico centralizzato. Tutto ciò, permetterà di evitare un’eventuale elusione dell’obbligo di programmazione e di creare economie di scala, anche in termini di costi di organizzazione”.



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