Balestrate, acqua torbida: all’orizzonte l’ipotesi di una class action

Una class action contro Amap per il prolungarsi dei disagi legati alla non potabilità dell’acqua. A prepararla il movimento “Balestrate partecipata” che in consiglio comunale conta due rappresentanti. Si sta mettendo in campo un ricorso collettivo, coinvolgendo direttamente i cittadini chiamati a mettere nero su bianco il loro disappunto per il problema dell’acqua torbida che già a più ripresa ha colpito il paese e che si sta manifestando tutt’oggi con il divieto di potabilità che oramai vige dallo scorso 23 dicembre.

“Nonostante la torbidità e il divieto, l’acqua viene immessa nella rete idrica comunale – scrive Balestrate partecipata -. Questa situazione che permane ancora oggi, senza nessun intervento risolutivo dell’amministrazione, ha portato il nostro gruppo a studiare la possibilità di una class action contro Amap per il pagamento di bollette che contemplano un servizio di erogazione di acqua potabile. In sintesi, paghiamo acqua potabile e riceviamo acqua non potabile”.

L’Amap ha comunicato di aver relazionato tutto per iscritto al Comune riguardo alle problematiche inerenti all’insabbiamento della sorgente e ulteriori chiarimenti in merito, viene annunciato, verranno dati nei prossimi giorni. Intanto viene sferrato un attacco anche al sindaco Vito Rizzo: “Nel 2016 – afferma Benedetto Lo Piccolo, esponente di ‘Balestrate partecipata’ – facemmo assieme una manifestazione contro l’amministrazione silenziosa e reticente. Dopo due anni è lui a essere silenzioso e reticente. Anzi ha fatto di più: Ha firmato l’ennesima ordinanza di non potabilità dell’acqua. E i balestratesi continuano a pagare l’acqua per averla inquinata?”.

“Fin dall’insediamento abbiamo comunicato tutti i passaggi sulla questione acqua – replica il primo cittadino – e mi sono recato personalmente alle sorgenti e seguito i lavori di Amap. Sono stati effettuati nel frattempo diversi lavori presso le sorgenti, non ancora ultimati, per migliorare ed incrementare la portata delle acque nel nostro territorio. Auspichiamo che con il riconoscimento dello stato di emergenza concesso dal governo  nazionale in relazione alla crisi idrica e le funzioni di commissario affidate al Presidente della Regione possano essere prese decisioni risolutive ed effettuati investimenti che possano scongiurare l’emergenza”.

Intanto nei prossimi giorni si terrà un consiglio comunale aperto proprio per discutere di questa problematica: “Esperti e consiglieri comunali – si legge nella nota di Balestrate partecipata – si confronteranno per capire e cercare di risolvere i problemi che hanno reso impossibile la ‘situazione acqua’ nel nostro Comune”. Il problema dell’acqua torbida, causato dall’immissione di sabbia nelle condotte idriche, sarebbe connesso alle due sorgenti di Passarello e Martine che sono notevolmente soggette a fenomeni di insabbiamento.

Già una prima volta il problema si manifestò nell’estate del 2016 e anche in quel caso per mesi l’acqua fu dichiarata non potabile. Venne appurato, a seguito di una verifica, che la sorgente ebbe un “collasso” naturale: in pratica si era abbassato il livello dell’acqua e da qui si spiegò il motivo dell’enorme infiltrazione di sabbia nelle tubature. Ci si rese conto in pratica che quest’enorme quantità di sabbia che veniva trasportata dalla sorgente Martine non poteva essere smaltita dalle vasche di decantazione.



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