Alcamo, Castello Calatubo torna accessibile: al lavoro i volontari

Ripristinato il sentiero di ingresso del Castello di Calatubo ad Alcamo. Ad essersi sbracciati in questi giorni i volontari dell’associazione “Salviamo il Castello di Calatubo”, con il presidente Stefano Catalano in testa. Finalmente il Comune è tornato a dare l’autorizzazione ai volontari per poter accedere al maniero dopo mesi, uno stop che venne giustificato con il fatto che vi sono stati lavori in corso con apertura dei cantieri e questo avrebbe quindi comportato un problema di sicurezza.

Al loro arrivo desolante davvero lo scenario: il sentiero di accesso era oramai del tutto ostruito con erbacce che avevano oramai ampiamente superato il metro di altezza. “Abbiamo trovato ricolmo di erbacce il percorso in sicurezza interno al castello dopo diversi mesi che ci è stata negata la possibilità di manutentarlo” è lo sfogo dell’associazione. Questi lavori serviranno per riaprire il Castello in vista della manifestazione organizzata per domenica prossima, 18 marzo, dal titolo “Cammina con il papà”: un’escursione ecologica a piedi tra la natura del territorio, con partenza dal Castello dei Conti di Modica e meta finale proprio al Castello di Calatubo.

Complessivamente comunque il Castello di Calatubo non sta attraversando un buon periodo. Da qualche tempo è astato lanciato il rischio crolli. Dopo il cedimento delle colonne dei magazzini dove un tempo si produceva il rinomato vino reale, pluripremiato in tutta Europa, ora c’è la fondata possibilità che possa venir giù da un momento all’altro la torretta settecentesca. Ci sono evidenti segni di collassamento della struttura.

Ma sono altre le aree a rischio: ad esempio la cupola che si trova nella parte araba del Castello, e poi “Il mastio” (incorporato nel palazzo fortificato). Quest’ultima parte è la più pericolante: mancano alcune pietre alla base e tra l’altro questa struttura ha già subito diversi crolli dal momento che un tempo era alta 15 metri. Tutte parti di un sito di straordinaria bellezza che davvero presto potrebbe diventare poco più che un rudere.

Servono a questo punto dei veri e propri lavori di consolidamento per evitare che questo sito storico-culturale possa sgretolarsi e con esso secoli di storia. C’è anche il “Piano nobile” che rischia: il corridoio antistante le cucine è evidentemente curvato, ha profonde crepe anche la cosiddetta area del “salone delle feste”. Così come il sottoscala e l’accesso al passaggio segreto che in tutta evidenza necessita di un puntellamento. Senza dimenticare gli evidenti segni di rischio cedimento nell’arco di accesso al palazzo fortificato antistante il mastio. In questo quadro rischia e non poco anche la chiesa del 1600 la cui copertura è fortemente appesantita dalla vegetazione che è cresciuta nei decenni spontaneamente.

Va sgretolandosi anche la “torre dei colombi” che risale al IX secolo e la “torre dei magazzini” che ha già mostrato segni di cedimento. L’associazione “Salviamo il Castello di Calatubo” è stata la principale protagonista tre anni fa della cavalcata che portò ad ottenere attraverso il Fai, il fondo ambiente italiano, 30 mila euro per essere stato il terzo sito in Italia più votato nell’ambito dell’operazione “I luoghi del cuore”. Soldi che solo in parte sono stati utilizzati, all’incirca 22 mila euro, per  la prima messa in sicurezza di un’area del complesso.



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