Borgetto, imprenditore in aula riconosce il suo aguzzino e lo indica

Questa mattina ha testimoniato al processo “Visir” contro la mafia marsalese l’imprenditore di Borgetto Francesco Billeci (nella foto), presidente dell’associazione Antiracket “LiberJato” recentemente finita in bassa fortuna dopo la decisione della prefettura di cancellarla dall’albo per presunte infiltrazioni. “Testimonianze esemplari e senza alcuna esitazione – sottolinea LiberoFuturo, associazione antiracket di Palermo che ha supportato nella sua denuncia Billeci – nonostante siano trascorsi molti anni dal tentativo di estorsione. Nella lunga testimonianza Francesco Billeci ha risposto con assoluta precisione ricostruendo i fatti e riconoscendo il suo estortore. Quando gli avvocati difensori degli imputati hanno provato a farlo cadere in contraddizione ha risposto con precisione ricostruendo anche il momento della denuncia”. Billeci andò proprio con il presidente di Libero Futuro alla squadra Mobile di Trapani ad andare a denunciare tutto. “La testimonianza del signor Billeci – ha evidenziato la sua legale Francesca Tolomeo – ha confermato nitidamente l’impianto accusatorio, riscontrando le dichiarazioni rese dai testi e rese alla scorsa udienza”. Proprio dalla denuncia dell’imprenditore borgettano ha preso corpo l’operazione “Visir” a Marsala che portò a 14 arresti. Fu l’unico che denunciò la tentata estorsione subita nel 2011 mentre realizzava un’opera pubblica nel territorio marsalese. Dopo questa denuncia Billeci subì diverse intimidazioni: nel 2013 ricevette una pesante lettera anonima in cui veniva scritto: “Statti attento cu sta associazione antiracket, ti devi dimettere, te ne devi andare da Borgetto”, poco dopo addirittura subì l’uccisione del proprio cane all’interno della villetta in cui abita.



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