Partinico, operato al polmone inutilmente: a giudizio due medici dell’Ismett

Gli era stato diagnosticato un carcinoma polmonare e per questo, dopo una serie di analisi ed esami di controllo, fu operato. Poi però si scoprì, dalla successiva biopsia effettuata sul tessuto asportato, che non c’era alcun tumore. Vittima di questo presunto caso di malasanità un partinicese un partinicese di 62 anni, Vincenzo La Fata, che presentò denuncia per quanto gli era accaduto.

Adesso, secondo quanto riporta Repubblica, sono stati citati in giudizio due medici dell’Ismett, dove per l’appunto fu seguito sino all’operazione. Si tratta di due anatomopatologhe su cui pende l’accusa di “lesioni gravi”. Nell’atto di citazione, il pm scrive che “diagnosticando erroneamente, per imprudenza ed imperizia, un’adenocarcinoma polmonare” avrebbero indotto il chirurgo a eseguire l’asportazione del polmone.

L’intervento però non era necessario proprio perchè non vi era alcun tumore.  A La Fata in pratica fu asportato mezzo polmone nel corso di un intervento chirurgico all’Ismett di Palermo, l’istituto mediterraneo per i trapianti e terapie ad alta specializzazione. A fare la scoperta fu la stessa equipe del nosocomio che nel referto scrisse: “Rettifica diagnosi: assenza neoplasia”.

Il calvario per il 62enne ebbe inizio nel 2015 quando gli fu diagnosticato dai medici del reparto di Patologia dell’Ismett, dopo una serie finite di visite e accertamenti, che aveva un adenocarcinoma polmonare. Nel novembre dello stesso anno viene sottoposto ad intervento chirurgico e gli fu asportato buona parte del polmone. A gennaio però la sorpresa: dagli esami della biopsia venne fuori che La Fata non aveva mai avuto alcun tumore.

Era un semplice e innocuo nodulo reduce dai tempi in cui ebbe una tubercolosi infantile o forse le tracce di un enfisema polmonare. Ora la vita di Vincenzo La Fata è completamente cambiata: “Sono dovuto andare anticipatamente in pensione perdendo anche dei soldi – afferma – perchè mi affatico troppo. Non posso neanche più fare le scale. Assumo anche degli psicofarmaci perchè non riesco a dormire la notte, talmente questa storia mi ha turbato e ha lasciato i suoi profondi segni a livello fisico e anche mentale. Dopo l’intervento sono dimagrito 15 chili, per lungo tempo non potevo neanche stare in piedi. Non solo: per tanto tempo ho pensato di avere poca vita, è stato un periodo terribile sotto tutti i punti di vista che non augurerei nemmeno al mio peggior nemico”.

Ora lui e i suoi legali chiedono semplicemente che venga fatta chiarezza e luce sulla vicenda. In sede civile si chiede un risarcimento per i danni morali e materiali, in sede penale ora la svolta con il giudizio delle due dottoresse.


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