Balestrate, bene confiscato intitolato all’appuntato Bommarito. La lettera del figlio: “Sapevi di morire”

Intitolato questa  mattina il centro di aggregazione giovanile confiscato alla mafia di via Emanuela Loi al capitano dei carabinieri Mario D’Aleo e agli uomini che lo scortavano, l’appuntato Giuseppe Bommarito e Pietro Morici. L’iniziativa è caduta nel giorno del 35° anniversario in cui persero la vita per mano mafiosa in un agguato a Palermo.

Presenti i vertici dell’Arma, le autorità civili e religiose e tra loro il fondatore di Libera, don Luigi Ciotti. “Un giorno importante perchè si ricorda il sacrificio i tre uomini dello Stato e con questa iniziativa la loro memoria rimarrà scalfita in un luogo simbolo della vittoria dello Stato sulla mafia” ha commentato il sindaco Vito Rizzo. Bommarito era residente a Balestrate e qui ancora abita parte della famiglia.

Toccante il ricordo del figlio dell’appuntato, Salvatore Bommarito, in un post su facebook: “Sono passati tanti anni papà – scrive – ma il dolore di averti perso non va mai via, mi accompagnerà fino alla mia morte, quando finalmente ti riabbraccerò. Ho ancora stampate nella mia mente le tue ultime parole, quando mi accorsi che quel nido di cardellini, che da giorni guardavamo assieme nell’albero vicino al balcone di casa nostra, era distrutto, e tu stringendo il mio viso pieno di lacrime, tra le tue mani, mi dicesti che oramai ero un ometto e non dovevo piangere. Ti guardai e non capii inizialmente, tu sapevi già di dover morire”.



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