Partinico, Comune firma “patto” con la prefettura: progetto per potenziare la videosorveglianza

Un “patto” con la prefettura di Palermo per potenziare la videosorveglianza in città. O sarebbe meglio dire per attivare il primo sistema di telecamere dal momento che ancora oggi il circuito di occhi elettronici installato non è funzionante. Il commissario straordinario del Comune, Maurizio Agnese, ha siglato l’intesa direttamente nel palazzo di governo a Palermo con il prefetto Antonella De Miro.

Una sigla che va oltre il semplice pezzo di carta e la dichiarazione d’intenti: infatti con la sottoscrizione del protocollo si possono liberare le risorse per le politiche per la sicurezza nei territori messe a disposizione dal ministero dell’Interno. Risorse che possono essere utilizzate per ampliare i sistemi di videosorveglianza e per rendere più efficace l’azione di controllo nelle città: “Ringrazio la comandante della polizia municipale, Antonella Indelicato, – afferma Agnese – che ha seguito da vicino questo iter per arrivare alla firma in prefettura.

Il comando di Polizia municipale ora potrà mettersi al lavoro per varare il progetto che prevede la realizzazione di un impianto ex novo di videosorveglianza che potrà affiancarsi a quello esistente, anche se non ancora funzionante”. Un vera beffa per Partinico, questa: le telecamere sono addirittura installate da più di tre anni con tanto di collaudo ma non sono mai state accese. Costate ben 350 mila euro di fondi europei, con un progetto partito nel lontano 2012, da allora ad oggi quella che sembrava la strada verso la garanzia di una maggior sicurezza si è rivelato in realtà un sogno affannosamente da rincorrere.

In tutto questo lasso di tempo si è verificata anche l’azione terribile del degrado degli agenti atmosferici e di occhi elettronici ne risultano effettivamente funzionanti all’incirca poco più della metà sui 34 totali. Lo scorso anno sembrava che almeno in parte queste telecamere sarebbero state accese e invece niente. Ora serve l’approvazione del bilancio (nel 2017 non è stato approvato con dichiarazione di pre-dissesto, ndc)  per utilizzare le somme necessarie per il riacquisto e la manutenzione delle postazioni.

“Un vero peccato perchè sarebbero tornate molto utili – sostiene Agnese – dal momento che spesso si sono verificati raid vandalici ai beni comunali. Intanto con il nuovo progetto si potranno monitorare altri siti ancora, sbloccando invece il bilancio del 2017 ci sono già le risorse appostate per poter sistemare quelle esistenti, almeno in buona parte”. Proprio in questi giorni ad esempio è stato colpito dall’ennesimo atto vandalico il bene monumentale del Palazzo Ram, uno dei siti presidiati dalle telecamere che però sono spente.

Per il momento i vandali se la sono sempre fatta franca. L’obiettivo dei ‘Patti’ con i Comuni è quello di eliminare progressivamente le aree di degrado e di illegalità, nel rispetto delle competenze delle autorità di pubblica sicurezza, ottimizzando l’integrazione con le politiche di sicurezza delle autonomie territoriali e impegnando maggiormente le polizie locali.

Strumento fondamentale la videosorveglianza. I progetti da presentare, dopo avere firmato il Patto, non riguardano però la sostituzione o la manutenzione di quelli esistenti e non devono sovrapporsi a quelli già in funzione negli ultimi 5 anni. La strategia è dunque quella di rendere sempre più ampia l’area di controllo con i sistemi video, che assumono sia la funzione preventiva che quella repressiva perché necessari nelle fasi di verifica di ciò che accade nei territori.



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