Partinico, divieto di avvicinamento all’ex per Dario Veca: “Io sono il vero perseguitato”

Non dovrà avvicinarsi alla sua ex e al nuovo compagno, con loro non potrà nemmeno dialogare con qualsiasi mezzo, che possa essere internet o telefono. Nonostante i due rinvii a giudizio sostanzialmente per gli stessi reati, vale a dire minacce e stalking, il partinicese Tindaro Veca (nella foto), conosciuto con il nome di Dario, 62 anni, noto attore e uomo di spettacolo, avrebbe continuato a importunare la coppia a cui avrebbe proferito frasi ingiuriose facendo anche appostamenti sotto casa loro.

Tutto documentato in altre denunce presentate alle forze dell’ordine dal febbraio scorso. In ragione delle precedenti denunce, scaturite in due diversi procedimenti che hanno portato per l’appunto Veca ad altrettante imputazioni, il Gip di Palermo Patrizia Ferro ha disposto l’applicazione del divieto di avvicinamento dell’artista alla coppia e dai luoghi da loro frequentati imponendo una distanza di almeno 500 metri.

Il giudice per le indagini preiminari ha accolto la richiesta che era stata avanzata dal pm Salvatore Leopardi sulla base proprio di una serie di episodi accaduti ai due conviventi, genitori oltretutto di una bimba di 2 anni. “Con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso – motiva il provvedimento il Gip – realizzato nei confronti di più persone, con reiterate condotte di minaccia e molestia, cagionava all’ex compagna e al suo convivente un perdurante e grave stato di ansia ingenerando negli stessi un fondato timore per la loro incolumità e per quella della figlia minore”.

Nello specifico secondo quanto emerso dalle denunce delle vittime, C.M. di 29 anni e il convivente G.P. di 45 anni entrambi residenti a Borgetto, Veca sarebbe transitato ripetutamente sotto la loro abitazione, in più occasioni incontrandoli per strada li avrebbe pesantemente offesi e una volta anche minacciati: “Non mi consumare perchè vi ammazzo…brutta puttana…”. Vicende che si legano ad altre documentate già a partire dal 2016 e che hanno portato per l’appunto a due processi, sempre per le stesse accuse, a carico del noto attore venuto alla ribalta con importanti lavori artistici in diversi film e fiction tra Rai e Mediaset.

“Mi sento perseguitato, è tutto l’esatto contrario – si difende Veca -. Molte denunce sono opache, in alcuni casi gli stessi testimoni non confermano le accuse ricostruite contro di me. Semmai sono io che da quando è cominciata questa situazione ho dovuto cambiare vita. Mi sono persino trasferito da Partinico a Terrasini per evitare di incontrarli, non so veramente che cos’altro fare”.

Per l’artista si tratterebbe in tutti i casi di accuse infondate, frutto a suo dire di acredini nei suoi confronti per aver voluto lui stesso troncare il rapporto con la donna: “Da quando è cominciata questa controversia la mia vita è tormentata – sostiene il 62enne -. Ho dovuto anche ricorrere alle cure mediche, con referti all’ospedale di Partinico dove mi si riscontrano stati di shock con conseguente ipertensione arteriosa. Ho anche dovuto fare diverse sedute dallo psicologo. Vi sono stati episodi in cui sono stato denunciato e al contrario ero io la vittima, si voleva far credere che ero io che pedinavo ed invece era l’esatto contrario. Sono convito che il tempo farà venire a galla tutta la verità”.



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