Alcamo, caso aumento indennità della giunta: Regione archivia esposto dopo scontro interno tra uffici

Fine della controversia sulle indennità di carica di sindaco e giunta. L’ufficio ispettivo dell’assessorato regionale delle Autonomie locali ha archiviato tutto dopo l’esposto “postumo” avanzato dall’ex segretario comunale in carica, Cristofaro Ricupati. Il caso è quello del conflitto interno tra gli uffici comunali, ed esattamente tra lo stesso Ricupati e il dirigente Marco Cascio, oggi in pensione, sul calcolo delle indennità per diverse interpretazioni normative sulla materia.

Da una parte Cascio inizialmente sostenne, con tanto di delibera, che alle indennità andava applicato un aumento del 2 più 3 per cento (sulla base di parametri stabiliti da un decreto ministeriale del 2000), al contrario invece l’ex segretario generale sostenne che nessuna delle due maggiorazioni sarebbe dovuta essere calata e addirittura si sarebbe dovuta applicare anche una decurtazione del 10 per cento per effetto di una norma nella finanziaria regionale del 2006. Alla fine di questa lunga controversia, che oltretutto per mesi ha tenuto congelate le indennità di sindaco e assessori, emerge che si sarebbe dovuta intraprendere la via di mezzo: in pratica corretta la riduzione del 10 per cento ma andava fatta la maggiorazione del 2 più 3 per cento.

Provvedimento questo che è stato introdotto dall’ingresso del nuovo segretario comunale, Vito Bonanno: “La misura delle indennità di carica percepita dal sindaco e dai componenti della giunta – ha relazionato – è perfettamente coerente con i limiti vigenti della Regione Siciliana”. Oltretutto in merito ha dato anche il suo parere l’ufficio legislativo e legale della stessa Regione che nel novembre del 2016 ha per l’appunto attestato che il 10 per cento andava decurtato e applicate le maggiorazioni del 2 più 3 per cento.

All’epoca della bufera Ricupati avrebbe rilevato due violazioni nella delibera che venne approvata dal suo vice, Marco Cascio: la prima per la mancata attestazione di regolarità da parte del dirigente del Settore finanziario e la seconda per la pubblicazione dell’atto oltre il termine dei tre giorni per i provvedimenti di immediata esecutività. Inoltre venne contestato anche il mancato taglio del 10 per cento delle indennità per effetto di una norma nella finanziaria del 2006.

Manovra che aveva evitato una decurtazione per sindaco e giunta di quasi 80 mila euro annui. Ricupati non solo dichiarò nulla la delibera con il calcolo delle nuove indennità ma addirittura intentò un procedimento disciplinare nei confronti di Cascio che però venne successivamente archiviato. Oggi si mette un punto sull’intricata quanto spinosa vicenda: “Esaminati gli atti pervenuti, nell’ambito delle competenze ascritte a questo dipartimento, – scrive il dirigente regionale del Servizio ispettivo Filippo Gagliano – si ritiene concluso, senza rilievi, il procedimento amministrativo rispetto alle questioni segnalate nell’esposto”.

“Abbiamo atteso pazientemente la conclusione di questa controversia sul calcolo delle indennità – afferma il sindaco Domenico Surdi – e per mesi abbiamo appositamente congelato ogni liquidazione relativa alle nostre spettanze”.


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