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    Partinico, beni confiscati destinati ad uffici comunali: strappati ai boss per ridarli alla comunità

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    Beni confiscati si candidano a diventare uffici comunali. Tre immobili vengono destinati a diventare sede di uffici distaccati o addirittura interi settori della macchina burocratica. Figura l’immobile di via Lorenzo Perosi (nella foto), un’intera palazzina a tre piani che è stata confiscata a Gaetano Lunetto, 74 anni, indicato da vari collaboratori di giustizia come  persona molto vicina al superboss sanguinario Giovanni Brusca.

    Persino il collaboratore Salvatore Palazzolo della famiglia di Cinisi lo aveva segnalato come “uomo d’onore” della famiglia mafiosa di Partinico e alla fine degli anni ’80 venne coinvolto in una maxi operazione con l’accusa di associazione di tipo mafioso finalizzata alla turbativa d’asta in appalti pubblici. Questa palazzina diventerà, una volta ristrutturata, sede dello sportello Suap (sportello unico attività produttive), Sportello Europa e dell’intero Settore Urbanistica.

    Allo stesso modo finisce ad utilizzo di uffici comunali un altro immobile confiscato sempre a Lunetto e si tratta di un appartamento in via Monteverdi al piano terra. Questa struttura, un tempo adibita a magazzino, sarà invece destinata ad ospitare tutti gli uffici ricompresi all’interno del Settore Manutenzione e Verde pubblico. Infine figura anche la destinazione dell’immobile strappato a Cosa nostra in via Cosenza, ai civici 60 e 62, quindi parliamo di due corpi di fabbrica. Qui si andranno invece ad allocare tutti gli uffici del Settore Servizi alla persona.

    Di recente il Comune ha provato a dare un’accelerata alla consegna di beni confiscati che gli sono stati assegnati e che risultavano ancora in attesa di essere utilizzati. In questi mesi c’è stato il disco verde per ben 6 assegnazioni. Due beni sono andati all’Oass associazione Croce Giovannea: uno in contrada Spatafora e l’altro in contrada Piano del re dove verrebbero realizzati rispettivamente un cimitero ed un rifugio per animali.

    Un altro bene, per l’esattezza un terreno, è andato all’Organizzazione europea dei vigili del fuoco-volontari di protezione civile in contrada Vernazza-Ragali, un altro ancora all’Aiccre (l’associazione italiana per il consiglio dei Comuni e delle regioni d’Europa) al secondo piano di via Fermi; infine il piano terra sempre della palazzina di via Fermi è stato assegnato all’associazione “Arturo Toscanini” che realizzerà un progetto con cui si insegneranno a suonare strumenti musicali. Di recente è stata anche inaugurata la nuova guardia medica sempre in un bene confiscato, in via Benevento.

    L’Asp, grazie ad un investimento da circa 40 mila euro, ha rifatto il look all’immobile che è stato dotato di nuovi impianti idrici, elettrici e di ovviamente anche dei servizi a garanzia dei disabili. Sino ad appena un paio di anni fa oltre il 50 per cento dei beni confiscati non risultavano essere stati assegnati in città. La maggior parte si trovavano nelle più sperdute lande della periferia di Partinico, veri e propri micro-terreni incolti.

    Pezzi di terra che appaiono insignificanti ma che un tempo erano in mano a esponenti di spicco di Cosa nostra partinicese, quella che spadroneggiò tra gli anni ’80 e ’90 e diede vita anche a diverse guerre di mafia. Purtroppo, però, nella maggior parte di questi beni sarà difficile potere vedere concretizzarsi la vittoria dello Stato e per questo sono destinati a finire nel più assoluto oblio per il semplice motivo che si tratta di particelle molto frazionate e infruttuose quindi.