Partinico, pioggia di fondi per i servizi sociali: nodo sui costi di asili nido e casa riposo, Comune riparte da zero

Un milione di euro per le politiche sociali per il prossimo triennio. Pioggia di fondi sul comprensorio partinicese, più precisamente per il Distretto socio-sanitario 41 che oltre a Partinico raggruppa anche i Comuni di Balestrate, Borgetto, Camporeale, Giardinello, Montelepre, San Cipirello, San Giuseppe Jato e Trappeto. Il prossimo 17 agosto tutti i sindaci sono stati convocati a Partinico, che è Comune capofila, per avviare la programmazione:

“Ho convocato insieme al mio sindaco il comitato dei sindaci della legge 328, – sottolinea l’assessore ai Servizi sociali di Partinico, Rosi Pennino – faremo programmazione reale creando servizi per più delle previste 5 ‘Azioni’ e guarderemo molto anche ai giovani totalmente scordati in tutte le politiche sociali”. Annunciato l’arrivo nel Distretto socio-sanitario di 11 nuovi assistenti sociali. Per il Comune di Partinico si tratta del primo tassello per rifondare un ambito, quello per l’appunto dei servizi sociali, che ha inevitabilmente risentito dell’anno di governo commissariale da aprile 2017 e sino a giugno scorso e della dichiarazione di pre-dissesto finanziario che si sta oramai tramutando in vero e proprio dissesto.

Ecco perché la nuova amministrazione comunale deve comunque fare di necessità virtù per poter salvare il salvabile. Un’ottica nella quale la neo assessore Pennino sembra essersi calata perfettamente tanto che ha già messo in pratica la prima iniziativa a cosato zero per il municipio. Riparte infatti con questo spirito il trasporto disabili che era stato sospeso per il venir meno della convenzione scaduta a giugno: “Il Comune ha 3 pulmini nuovi di zecca e i miei ragazzi speciali non li lascio a casa d’estate – afferma la Pennino -. Ho stipulato un protocollo d’intesa a costo zero con alcune associazioni serie che lavorano sul territorio. A loro va la gestione dei pulmini con responsabilità condivise. Non tutto deve per forza essere figlio di affidamenti a terzi”.

L’assessore, in carica da qualche settimana, non risparmia critiche a chi l’ha preceduta al Comune partinicese alla guida del settore: “Ho trovato un assessorato in forte sofferenza, – precisa senza peli sulla lingua – una legge, la 328, ferma alla prima triennalità con un mln di euro spalmato solo su 5 Azioni,  tante risorse dello stato e dell’Fnps spese in modo disomogeneo e per niente funzionali al bisogno territoriale, e peggio tante altre risorse non spese e perdute, bloccate alcune prestazioni obbligatorie, quali l’assegno al terzo figlio; progetti appena iniziati e mai portati a termine, totale approssimazione nella individuazione di politiche dell’accoglienza”.

A proposito proprio degli Sprar, centri di seconda accoglienza che godono di fondi dello Stato per il loro funzionamento in base al numero di extracomunitari assistiti: “Con un’azione di sopralluoghi mirati e conti passati al setaccio – evidenzia ancora la Pennino – stiamo mettendo ordine a Sprar e centri di accoglienza di primo e secondo livello, rispetto ai quali la politica precedente si è rivelata in preda alla follia”.

Per il Comune tantissimi i nodi da sciogliere sulla funzionalità di alcuni servizi come gli asili nido e la casa di riposo, servizi a domanda individuale in forte perdita finanziaria e su cui si potrebbe abbattere la scure dei tagli considerando il paventato dissesto finanziario: “Per gli asili nido, nel rispetto del lavoro di tutti, – anticipa solo l’assessore – occorre cambiare modello. Il 23 agosto incontreremo i sindacati per percorsi condivisi. Sto invece recuperando risorse per far gravare il meno possibile i costi della casa di riposo (nella foto) sul Comune”.


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