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    Alcamo, cresce il dissenso contro l’impianto di biometano

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    No al mega impianto per la produzione di biometano ad Alcamo. Si allarga il dissenso attorno all’ipotesi di realizzare in contrada Vallone-Monaco una struttura simile che tratterebbe qualcosa come 120 mila tonnellate all’anno di biomassa corrispondenti a circa 385 tonnellate al giorno, cui sono da aggiungere altre 25.500 tonnellate all’anno di materiale ligneo cellulosico.

    Dopo le associazioni ambientaliste e la posizione di traverso  in cui si è messa il Comune, negando due autorizzazioni nella procedura istruttoria per la costruzione dell’impianto, interviene anche il comitato “No Inceneritore/Gassificatore” nato nel gennaio 2018 per osteggiare la realizzazione di un impianto di biometano nella contrada Gallitello di Calatafimi. Dissenso che è stato esplicitato in una lettera inviata al ministero dell’Ambiente, al presidente della Regione Sicilia, all’assessorato regionale ai Rifiuti, al dipartimento regionale Acqua e Rifiuti, al prefetto di Trapani e ai sindaci dei Comuni aderenti alla Srr Trapani Nord, società di gestione della raccolta e smaltimento dei rifiuti.

    Il comitato anzitutto attacca il governo regionale accusato di voler ancora una volta delegare ai privati la gestione dei rifiuti in spregio alle rigorose direttive comunitarie, alla tutela dell’ambiente ed ai costi che il cittadino dovrà sostenere. Si parla anzitutto di una struttura da 120 mila tonnellate di organico considerata sopradimensionata all’utenza provinciale e quindi contrario ai principi di minima movimentazione dei rifiuti prodotti, con produzione di solo biogas e energia escludendo totalmente la produzione di compost come prevedono le normative europee.

    “Un impianto – attacca il comitato – di cui non si ravvisa l’utilità considerato che la Srr Trapani Nord presso il comune di Calatafimi Segesta ha già un progetto per la realizzazione di un impianto di compostaggio con procedura aerobica, dove non viene bruciato nulla, della capacità di 36 mila tonnellate annue in cui potrebbe essere conferito tutto il rifiuto umido compostabile della provincia di Trapani con conseguente eliminazione della necessità di attivare impianti di incenerimento dannosi per la salute e per l’ambiente”.

    Si tratterebbe di un’opera oltretutto già inclusa nel finanziamento dei fondi del “Patto per il Sud”. Oltretutto l’impianto di compostaggio di Calatafimi, già incluso nel piano stralcio della Regione, proprio per le criticità evidenziate nello smaltimento dei rifiuti in provincia di Trapani, dovrebbe necessariamente costituire una priorità pena, tra le altre cose, la perdita del finanziamento.

    “Con l’attivazione di questo impianto a gestione pubblica – spiega il comitato –,  si attuerebbe sicuramente una politica di calmieramento dei costi di conferimento mentre con la gestione privata degli impianti i costi saranno nell’arbitraria determinazione degli operatori del settore”.