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    Partinico, il sindaco contro la sua stessa maggioranza: “Giochi politici del passato”. Tira aria di bufera

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    Con chi ce l’ha il sindaco di Partinico Maurizio De Luca (nella foto)? I nomi non è dato saperli ma è certo che il suo mirino è finito dritto al cuore di quella che al momento è la sua stessa maggioranza. Nel “day after” della dichiarazione del dissesto finanziario del Comune da parte del consiglio comunale non sono venuti meno gli screzi politici interni alla coalizione che lo sorregge, almeno sulla carta. Lo sfogo di De Luca è venuto alla luce del sole anche se per il momento non fa nomi.

    Si limita ad una generica accusa che comunque resta circostanziata ai suoi 17 consiglieri di maggioranza: “Nel percorso che abbiamo davanti a noi i vecchi riti della politica politicante dovranno essere archiviati – si legge in una nota -. Non sono un politico di professione, ma ho colto certi segnali anche all’interno della mia maggioranza che lasciano intendere la volontà di continuare con i giochi politici del passato. In un periodo così difficile per la nostra comunità la scacchiera dei tatticismi va messa in soffitta. Pretenderò da tutti, a cominciare dai miei assessori e dai miei consiglieri comunali, una piena assunzione di responsabilità. Non ammetterò tentennamenti su questo fronte”.

    A chi il sindaco la canti quindi, per il momento, non è dato sapere. Parole che però lasciano presagire una bufera a stretto giro di posta, tale da poter anche portare all’azzeramento della giunta come richiesto soprattutto dal gruppo consiliare di maggioranza relativa di Diventerà Bellissima. Un azzeramento che avrebbe in realtà già qualche indizio e che porta dritto al duo di assessori composto da Maria Grazia Motisi e Angela Landa, appartenenti a quella frangia politica che si è apparentata dopo il primo turno delle scorse elezioni amministrative.

    Da tempo sotto il fuoco incrociato delle polemiche sotterranee perché non rappresentate adeguatamente in consiglio rispetto invece ad altre forze politiche. Questione di equilibri, probabilmente, con il manuale Cencelli alla mano. In attesa di quella che appare una bomba ad orologeria, costretta presto o tardi a scoppiare, intanto il sindaco prende anche posizione sul dissesto appena dichiarato dal consiglio comunale:

    “Con la presa d’atto sul dissesto economico del Comune di Partinico – commenta – la maggioranza, con grande senso di responsabilità, ha mostrato la compattezza necessaria per avviare il risanamento del bilancio comunale. Dalla data del mio insediamento erano già passati 67 giorni dall’adesione al pre-dissesto a fronte del termine obbligatorio di 90 giorni entro il quale il consiglio comunale avrebbe dovuto approvare il piano di riequilibrio finanziario, per di più in assenza di tutti gli adempimenti  propedeutici ed obbligatori, come l’approvazione del bilancio di previsione dell’ultimo rendiconto nei termini di legge, la mancanza di una quantificazione della massa debitoria e di un piano pluriennale di copertura della massa passiva. Infine a soli tre giorni dal mio insediamento il settore finanziario del comune aveva già comunicato formalmente che la riuscita del piano di riequilibrio risultava già irrimediabilmente compromessa. Quindi il dissesto non poteva essere evitato, con buona pace di ogni strumentalizzazione politica con cui hanno cercato di falsificare la verità dei fatti, imputando a questa amministrazione la responsabilità della dichiarazione del dissesto. Il dissesto comunque non rappresenta affatto il certificato di morte dell’ente ma la diagnosi indispensabile per salvarlo. La città ci ha dato un mandato, ed io per primo sento sulle mie spalle il peso di questa grande responsabilità. Abbiamo il dovere di rimettere in piedi il Comune di Partinico, la nostra comunità dovrà fare dei sacrifici e proprio per queste ragioni nessuno degli attori in campo, dentro e fuori le istituzioni comunali, potrà sottrarsi dal giudizio dei cittadini sulle scelte che dovranno essere intraprese per ripianare il deficit”.