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    Partinico, pochissime iscrizioni: confermata la chiusura dell’asilo nido, ora si spera nel bando regionale

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    Appena 8 iscrizioni alla scadenza del termine che era stato fissato dal Comune. Si ammaina bandiera bianca al Comune di Partinico e si dice addio, o chissà forse è un arrivederci, agli asili nido. Da quest’anno il servizio cessa definitivamente dopo anni  di gestione comunale in appalto a cooperative ma con un servizio tremendamente a perdere sul piano finanziario. Altri tempi in cui le casse del Comune potevano ancora permettere di indebitarsi.

    Ora però la storia finisce anche per la contemporanea dichiarazione di dissesto finanziario dichiarato nelle scorse settimane dal consiglio comunale. Già il Comune aveva deciso che a prescindere avrebbe chiuso uno dei due asili nido, l’altro invece era appeso ad un filo: quello cioè delle iscrizioni. Per coprire il 36 per cento dei costi a carico del Comune, minimo richiesto  sulla base del Testo unico degli enti locali per i municipi in dissesto, servivano con conti alla mano almeno 48 iscrizioni. Alla fine ne sono arrivate appena una manciata.

    Se si fosse raggiunto questo parametro era stato tutto confermato nella sua impalcatura dall’amministrazione rispetto agli standard degli anni precedenti: questo asilo avrebbe aperto esclusivamente con l’utilizzo di personale interno al Comune contrariamente al passato quando invece ci si affidava ad una cooperativa esterna che metteva a disposizione 18 unità per espletare il servizio.

    L’idea era stata quella di gestire l’unico asilo a 5 educatori dell’infanzia e a 2 lavoratori di fascia “A”, tutti in pianta organica al Comune. Tutto però alla fine è saltato, ed era anche ampiamente nell’aria. Difatti questo clima di incertezza, legato anche all’apertura di quest’unico plesso, ed il ritardo con cui si è proceduto all’indizione delle iscrizioni a corollario di una serie di polemiche e concertazioni sindacali infinite, non poteva che scoraggiare anche quelle poche famiglie che negli anni passati avevano fatto affidamento sul servizio comunale.

    Le iscrizioni sono state ancora meno degli anni scorsi con un servizio che, a onor del vero, è sempre stato molto discusso per i suoi costi elevati rispetto alla reale richiesta dell’utenza. Resta invece ancora aperta l’altra porta aperta dal Comune sulla possibilità di istituire un altro servizio a supporto delle famiglie con bimbi piccoli che però resta legato ad un bando regionale dedicato proprio ai Comuni in dissesto e di cui si attende l’esito dell’istruttoria, se quindi verrà finanziato o meno:

    “Siamo lavorando – precisa l’assessore ai Servizi sociali Rosi Pennino – sull’idea di un servizio ampliato di supporto alle famiglie ma che possa essere ancor più appetibile”. Negli anni si è consolidata una fortissima perdita in generale per tutti i servizi a domanda individuale. Non solo per la casa di riposo, ma l’emorragia economica si è registrata anche per le mense scolastiche con 864 mila euro di spesa e incassi a coprire appena il 28 per cento.

    Per gli asili nido anche peggio: dei 552 mila euro di costi annuali, appena il 6 per cento è provento delle rette mensili pagate dalle famiglie. Morale della favola: i servizi a domanda individuale hanno una perdita ogni anno all’incirca per Partinico di un milione di euro.

    Nella foto l’asilo nido di via Ungaretti

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