Home CURIOSITA' Partinico, senegalese pestato per odio razziale: ora è cuoco all’Ars

Partinico, senegalese pestato per odio razziale: ora è cuoco all’Ars

2007
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Quasi non ci credeva più Khalifa Dieng. Poi quella firma in calce al contratto e infine anche la divisa rosso porpora indossata. A quel punto ha materializzato il diciannovenne senegalese, ospite di un centro di accoglienza di Partinico e venuto alla ribalta suo malgrado per essere stato vittima di un brutale pestaggio per motivi razziali. Da ieri l’extracomunitario è diventato cuoco all’Assemblea regionale siciliana.

Alla fine si è riusciti a superare le barriere burocratiche più impensabili ma la promessa è stata mantenuta, quella cioè di coronare il sogno di fare il cuoco. Khalifa comincia da apprendista accanto al responsabile della cucina all’Ars, Marcello Bono, che farà da chioccia al ragazzo. Iniziativa che si materializza proprio dopo quel terribile pestaggio, avvenuto nel luglio scorso in piazza Santa Caterina: in due si scagliarono contro il diciannovenne, la cui unica colpa era quella di avere la pelle nera e di passare di lì per caso con la sua bicicletta.

Prima gli insulti, poi le botte. I carabinieri chiusero il cerchio attorno ai due aggressori che furono arrestati ma la storia fece il giro d’Italia. Un caso che si prese a cuore l’assessore ai Servizi sociali del Comune di Partinico, Rosi Pennino, che una volta saputo del sogno del giovane senegalese contattò subito il presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, con cui ha un rapporto politico privilegiato. Da qui venne fuori l’idea di far entrare Khalifa nelle cucine dell’Ars dietro stipula di un contratto di apprendistato.

Ci sono voluti ben quattro mesi per poter superare tutti gli ostacoli di natura burocratica tanto che a un certo punto lo stesso Miccichè si disse scoraggiato e quasi traspariva il rischio che tutto potesse saltare. Nonostante le diffcoltà si è andati avanti a testa bassa ed alla fine è arrivata quell’agognata firma per il ragazzo:

“Il meccanismo che porta un extracomunitario ad avere riconosciuta l’opportunità di stare in Italia – afferma l’assessore Pennino –  è tortuoso, un percorso amministrativo-burocratico terribile. Si è tardato perchè mancava uno dei documenti principali. Ora però questo non ha più importanza perchè Khalifa ce l’ha fatta e può cominciare a costruirsi il suo sogno di diventare chef giorno dopo giorno”. “Le promesse si mantengono – commenta oggi Miccichè -. Ad ottobre ho dato il via all’iter burocratico che avrebbe permesso a questo ragazzo di realizzare il suo sogno. Oggi posso dirmi contento e soddisfatto perché è ufficialmente iniziato il suo primo giorno di stage nelle cucine dell’Ars. Buona fortuna, Khalifa”.

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1 commento

  1. Sono felice per questo ragazzo. Aveva chiesto aiuto anche a me…. ma non ho potuto aiutarlo..
    Bravo khalifa …. sono molto felice per te.

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