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    Partinico, appalti e concessioni edilizie ai raggi x: Comune sigla protocollo con prefettura

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    Appalti blindati a 360 gradi. Ai raggi x, ben oltre gli adempimenti normativi, non solo le imprese che si aggiudicano direttamente le commesse ma anche gli eventuali subappalti a qualsiasi titolo. Massima attenzione anche in settori delicati come edilizia e urbanistica: le concessioni non saranno rilasciate se non dietro verifica anche del privato che fa richiesta. Sono solo alcuni dei passaggi più significativi del protocollo di legalità sottoscritto tra il Comune e la prefettura di Palermo.

    La giunta guidata dal sindaco Maurizio De Luca ha deliberato di sottoscrivere il protocollo di legalità che prevede una serie di procedure che mirano soprattutto ad evitare infiltrazioni della criminalità nell’economia della pubblica amministrazione.

    Stabilito che in tutti i settori di attività considerati a maggior rischio di infiltrazione la comunicazione e l’informazione antimafia debba essere obbligatoriamente acquisita dalla stazione appaltante attraverso la consultazione di apposito elenco di fornitori ed esecutori di lavori; al di fuori di questi ambiti a rischio comunque il Comune provvederà a richiedere informativa antimafia per tutti i contratti relativi a opere e lavori pubblici, o servizi e forniture indipendentemente dal loro valore economico.

    In seguito all’aggiudicazione delle gare d’appalto, prima di procedere alla stipula dei contratti o alla conclusione degli affidamenti e all’autorizzazione dei subcontratti, gli uffici comunali dovranno comunicare tempestivamente alla prefettura i dati relativi alle società e imprese: “Qualora la prefettura accerti elementi relativi a tentativi di infiltrazione mafiosa ed emetta una informativa ostativa, – impone il protocollo di legalità – il Comune non procede alla stipula del contratto di appalto, quindi ne annulla l’aggiudicazione o nega l’autorizzazione al subappalto o al subcontratto”.

    Il titolare dell’impresa aggiudicataria inoltre perderà l’appalto qualora non dichiari alla prefettura e all’autorità giudiziaria tentativi di concussione che si siano, in qualsiasi modo, manifestati nei suoi confronti, degli organi sociali o dei dirigenti di impresa. Qualora poi i vertici dell’azienda siano destinatari di misure cautelari o di rinvio a giudizio per reati di peculato o concussione legati ad una turbativa d’asta, scatterebbe in automatico allo stesso modo la rescissione con contratto.

    Non solo: l’impresa rischia anche di aver rescisso il contratto se dovessero essere accertate violazioni relative a mancati pagamenti, contributi previdenziali e assicurativi dei propri dipendenti. Altro capitolo quello nel campo dell’edilizia e dell’urbanistica: gli uffici del municipio chiederanno le informazioni antimafia anche ai soggetti privati sottoscrittori di convenzioni in materia di edilizia e urbanistica che prevedono  obblighi  di cessione al Comune di aree di territorio da destinare a uso pubblico e la realizzazione a carico degli stessi di opere di urbanizzazione primaria e secondaria.

    Il Comune si impegna inoltre ad acquisire autocertificazione antimafia per ogni singolo atto concessorio in materia di edilizia privata e si riserva di richiedere informative per tutti gli interventi che superano i 5 mila metri cubi e per tutti gli interventi attinenti attività produttive ed insediamenti in aree industriali ed artigianali.
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