Home POLITICA Partinico, sindaco presenta giunta al consiglio: maggioranza in pezzi, governo senza numeri

    Partinico, sindaco presenta giunta al consiglio: maggioranza in pezzi, governo senza numeri

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    L’Udc dice addio al sostegno del sindaco Maurizio De Luca, Diventerà bellissima presenta invece un documento lungo 8 pagine in cui chiede al governo cittadino di assumere degli impegni anche a breve termine. Questa mattina ennesimo consiglio comunale turbolento caratterizzato da solo dibattito politico con il primo cittadino a presentare all’aula la nuova giunta dopo la crisi politico-amministrativa che ha portato all’azzeramento e alla successiva nomina del nuovo esecutivo da cui è uscito di scena l’Udc.

    Lo scudocrociato per bocca del suo capogruppo Salvo D’Angelo non sostiene più il governo cittadino. Sulla carta oltre a D’Angelo ne fa parte anche la presidente del consiglio Silvana Italiano ma il suo ruolo istituzionale in qualche modo non chiarisce quale sarà la sua posizione. D’Angelo stesso non scioglie il nodo: “La presidente – precisa – fa parte dell’Udc e in aula consiliare svolgerà la carica che le è stata assegnata, quindi sopra le parti. Lei voterà secondo coscienza, da parte dell’Udc non ha nessuna pressione”.

    Ritirato anche il sostegno dei tre consiglieri che facevano parte del gruppo civico di riferimento dell’ex vicesindaco Maria Grazia Motisi, non confermata dopo l’azzeramento, vale a dire Renzo Di Trapani, Nuccio Latona e Giovanni de Simone. Confermata anche la fuoriuscita dal gruppo consiliare di Diventerà bellissima di Eleonora Rappa, che si è autosospesa in seguito proprio all’azzeramento e alla ricomposizione dell’esecutivo, passata nelle file del gruppo misto che però fa riferimento alla coalizione di De Luca.

    Ma lei stessa aveva già precisato giorni fa che voterà “secondo coscienza”, quindi senza alcun vincolo di appartenenza. In un sol colpo il primo cittadino ha perso di sicuro ben 4 consiglieri, con altri 2 invece che in futuro potrebbero anche non assecondare logiche di affiliazione politica. Per il primo cittadino quindi la conferma “certificata” in aula di non aver più una maggioranza a sostenerlo.

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