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    Castellammare del Golfo, corruzione e appalti truccati: revocati domiciliari ad ex dirigente del Comune e a due imprenditori

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    Torna in libertà l’ex dirigente del comune di Castellammare del Golfo arrestato nel blitz “Palude”. Si tratta dell’ex responsabile dell’ufficio tecnico dell’ente, Simone Cusumano (nella foto a destra), al quale sono stati revocati gli arresti domiciliari disposti dal gip di Trapani il 27 novembre scorso. Il provvedimento adesso è stato disposto dal gup trapanese Emanuele Cersosimo che ha annullato anche i domiciliari per due imprenditori di Castellammare, Antonio e Severino Caleca, padre e figlio, titolari della ditta «Pietre del Golfo srl».

    Carolina Varchi

    E’ stata fissata l’udienza preliminare a partire dal prossimo 7 maggio davanti al gup. Cusumano è indagato in concorso per corruzione e turbata libertà degli incanti perchè, secondo l’accusa, avrebbe effettuato degli affidamenti diretti e in somma urgenza a ditte amiche in violazione della normativa in materia di Codice degli Appalti e dei Lavori Pubblici affidando del lavori in somma urgenza a ditte amiche.

    L’indagine fu diretta dalla Procura di Trapani e il Tribunale emise due differenti ordinanze. Nell’altro filone finì in manette anche Giuseppe Pirrello (nella foto a sinistra), all’epoca a capo dell’ufficio del Genio Civile di Trapani e tra gli indagati spuntò il nome dell’attuale assessore regionale alle attività produttive Mimmo Turano, indagato per corruzione e abuso d’ufficio. All’epoca dei fatti contestati Turano era deputato regionale all’Ars e proprio in virtù di questo ruolo, secondo l’accusa dei pm, tra lui e Pirrello c’era «un implicito e generale patto corruttivo».

    Secondo i pm il capo del Genio civile avrebbe commesso «una pluralità di atti contrari ai propri doveri di ufficio» nell’interesse di Turano e di soggetti raccomandati dal politico alcamese. Inoltre, in occasione della «riapertura del cantiere per i lavori secondo lotto del porto di Castellammare del Golfo», si sarebbe adoperato per far pressione a un funzionario del Dipartimento Ambiente della Regione siciliana per scongiurare «un decreto di sospensione della concessione demaniale marittima».

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