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Partinico, si prova ad approvare il bilancio: Comune chiede aiuto ad un’associazione scientifica

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Ad aiutare il Comune di Partinico ad uscire dal pantano del riequilibrio del bilancio ci sarà una storica associazione di economisti. Per l’esattezza amministrazione comunale ed uffici saranno affiancati dalla Siep, la Società Italiana di Economia Pubblica, con l’obiettivo dichiarato e messo nero su bianco di “affiancamento e supporto nella redazione del bilancio di previsione stabilmente riequilibrato”.

Lo ha deciso, ovviamente dopo aver avuto il via libera dal governo cittadino, la Ragioneria del Comune che attraverso il proprio responsabile di Settore, Giuseppe Misuraca, ha approvato la determina con cui si affida il servizio di affiancamento per una spesa di 9 mila euro. Partinico non ha un bilancio di previsione dal 2016 quando all’epoca il Comune era guidato dal sindaco Salvo Lo Biundo il quale si dimise alla fine del mese di aprile dell’anno successivo senza aver approvato con la sua giunta la manovra finanziaria.

Rimase in carica il consiglio comunale e all’allora prima cittadino gli successe il commissario straordinario Maurizio Agnese che si trovò con i conti disastrati. A parlare erano le relazioni della Corte dei conti che già da anni lanciavano allarmi e dubbi sui bilanci approvati al Comune di Partinico. Il responsabile di Settore Economico-finanziario, lo stesso che era in carica all’epoca di Lo Biundo, ammette che necessita un supporto tecnico esterno di una certa caratura per riuscire nell’obiettivo di rimettere i conti a posto e soprattutto di convincere il ministero:

“In atto – afferma – risulta necessario ed urgente acquisire il supporto tecnico nelle attività di elaborazione e adozione di tutti i provvedimenti per la redazione dell’ipotesi di bilancio di previsione riequilibrato  e negli adempimenti con il ministero degli Interni per l’approvazione definitiva”.

Ciò che è emerso dai conti del Comune è che a pesare sicuramente ci sono i servizi a domanda individuale, quindi asili nido, mense scolastiche e casa di riposo: il municipio sborsava all’incirca 2 milioni di euro ma ne incassava appena 700 mila. A pesare in questo computo anche i debiti fuori bilancio pari a 2,2 milioni di euro, a cui bisognerà sicuramente far fronte.

Per non parlare dell’altro tallone d’Achille del Comune, vale a dire gli incassi specie sul fronte dei tributi: ad esempio solo di tassa dei rifiuti è stato accertato dal 2010 al 2015 c’è stato un mancato introito di circa 10 milioni di euro: in pratica quasi un cittadino su tre non ha pagato questo tributo. Soglia che si è addirittura alzata negli ultimi anni, con un’evasione che ha superato il 50 per cento.
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