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    Borgetto, sindaco “partorisce” giunta e c’è la prima dimissione. E sulla discontinuità col passato….

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    In campagna elettorale erano stati indicati come assessori competenti e di grande integrità morale e dotati anche di spirito di servizio. In un sol colpo però entrambi gli assessori si sono volatilizzati e il neosindaco di Borgetto Gigi Garofalo ha rinominato in toto la sua giunta.

    Una scelta molto travagliata se si considera che c’è voluto quasi un mese per mettere in piedi la squadra di governo. Che qualcosa non sia andata per il verso giusto è più che evidente rispetto a come si sono evoluti i fatti: a parte il grande lasso di tempo per nominare gli assessori, il fatto che abbia dovuto cambiare anche i suoi due assessori nominati in prima battuta lascia più di una perplessità. In realtà di Anna Maria Cosenza, 53 anni, assessore nominato in prima battuta, si sapeva da tempo che l’avrebbe rimossa non appena eletto secondo rumors insistenti.

    Un pò a sorpresa invece la mattina della nomina della giunta l’altro assessore indicato in prima battuta, Rosario Scaglione, 68 anni, ha rinunciato all’incarico. In quest’ottica Garofalo ha quindi proceduto alla nomina ex novo dell’intera giunta. Ad essere nominato in qualità di tecnico, Francesco Fiorello, 69 anni, ex segretario comunale in pensione; con lui tutti giovani e alla prima esperienza politica e istituzionale in assoluto: Francesca Massi, 38 anni, psicologa; Santo Bartellino, 22 anni, collaboratore all’interno di un sindacato; ed infine Giuseppe Vitale, 35 anni, che lavora come assistente a disabili all’interno di una scuola.

    Un inizio quindi abbastanza delicato per il sindaco, evidentemente già alle prese con i delicati equilibri politici da dover rispettare a garanzia dell’unione della coalizione che lo ha supportato e che c’è da dire alla prima uscita si è mostrata compatta con le’elezione di presidente e vicepresidente del consiglio. Ancora una volta il primo cittadino ha tenuto a rimarcare la netta discontinuità con la politica del passato, tesi che almeno apparentemente è abbastanza difficile da portare avanti se si considera che hanno fatto parte attiva politica di questo inizio legislatura Pino Panettino, già portavoce dell’ex sindaco Gioacchino De Luca, e Alessandro Santoro, a cui è andata la vicepresidenza del consiglio e che è stato assessore sempre del precedente sindaco.

    Una legislatura interrotta anticipatamente, nel maggio del 2017, per effetto dello scioglimento per infiltrazioni mafiose che è stato accertato dal ministero dell’Interno sulla base della relazione della prefettura. “Quando fa riferimento al passato – replica Panettino – il sindaco Garofalo non intende sicuramente solo l’ultima esperienza De Luca ma agli ultimi 30 anni di amministrazione di questo Comune. Garofalo ha già dimostrato di voler cambiare passo, ha ribadito di volere le mani libere nella scelta degli uomini che lo accompagneranno in questa difficile sfida che lo attende”.
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