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Castellammare del Golfo, sotto processo per abuso sessuale su minore: autista si suicida

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Forse non ha retto al peso di quell’accusa che si portava dietro come un’etichetta. Un’infamia sulla quale, a questo punto, non si potrà mai più fare luce fino in fondo. Si è infatti tolto la vita il castellammarese di 59 anni che lo scorso anno era stato arrestato dalla polizia con la pesantissima accusa di violenza sessuale su minorenne. Si è impiccato nella sua abitazione nella cittadina marinara.

Per questa vicenda stava affrontando un processo ed allo stato attuale era a piede libero con la sola restrizione dell’obbligo di dimora. Ad aver aperto un’indagine su questo suicidio il commissariato di polizia di Castellammare che oltretutto aveva condotto sul presunto orco l’indagine che poi aveva portato al suo arresto nell’aprile del 2018. Pare che la famiglia, dopo questa storia venuta alla luce, si sia sgretolata.

Possibile quindi che il disperato gesto sia dettato da una serie di conseguenze che nel frattempo si sono venute a verificare dallo sviluppo dell’indagine. Il 59enne oltretutto aveva pure un aggravante e cioè quella di aver abusato del minore perchè ha commesso il fatto quale incaricato di pubblico servizio. Infatti il suicida all’epoca svolgeva la mansione di autista per un’azienda di trasporto pubblico ed è proprio in questo contesto che sarebbe maturata la presunta violenza.

Una vicenda che trae origine da indagini avviate sin dal 2017, quando spunta fuori un messaggio su facebook inviato da un falso profilo in cui si accusava l’autista di essere un pedofilo. La polizia avvia degli accertamenti per risalire all’autore di quel post e si scopre che era stato un ragazzino, che all’epoca aveva soltanto 14 anni. Davanti agli agenti il minore ha confessato tutto. Ha detto di aver subito abusi sessuali dall’autista dell’autobus che prendeva ogni mattina per recarsi a scuola:

“Ho scritto quel post – ha raccontato il ragazzino agli agenti che lo hanno ascoltato anche in audizioni ‘protette’ presso la sala dedicata allestita all’interno della questura di Trapani – perchè non ne potevo più di quelle violenze”.

Gli inquirenti hanno quindi ricostruito ogni aspetto della vicenda sino ad arrivare a trovare elementi presunti di colpevolezza Gli agenti hanno anche provato ad ampliare l’indagine nel tentativo di scoprire se magari l’uomo avesse allacciato rapporti con altri minori che utilizzavano la stessa linea del coetaneo ma sotto questo aspetto invece non sono stati trovati riscontri.

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