Home CRONACA Partinico, bar-rosticceria abusivo fatto in casa: scoprono tutto i Nas, scatta chiusura

Partinico, bar-rosticceria abusivo fatto in casa: scoprono tutto i Nas, scatta chiusura

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Rosticceria e pasticceria fatti in casa. Ma non nel senso più positivo del termine, intendendosi in questi casi convenzionalmente di prodotti genuini. Anzi, tutto al contrario: una vera e propria attività di preparazione di cibo senza uno straccio di autorizzazione, quindi in locali inadeguati al trattamento e alla manipolazione e non a norma. Succede a Partinico dove i carabinieri del Nas, il nucleo antisofisticazioni, hanno scoperto una vera e propria abitazione in cui si preparavano e vendevano calzoni, pizzette e dolci come se fosse un esercizio commerciale.

Con la differenza, più che sostanziale, che di garanzie per il consumatore non ce n’era neanche l’ombra. L’epilogo non poteva che essere la denuncia per il titolare, il partinicese A.L.R., e la chiusura dell’attività. Davvero clamorosa la vicenda che è emersa in seguito all’ispezione dei Nas che sono rimasti quasi increduli quando si sono accorti che in un’abitazione si sfornavano e vendevano rosticceria, torte e mignon di ogni tipo, proprio come se fosse un bar-pasticceria. Solo che tutto avveniva incredibilmente all’interno di una normalissima casa, quindi in modo totalmente abusivo.

I Nas, intervenuti sul posto con il personale dell’Asp di Palermo, hanno potuto accertare che dentro quelle quattro mura si preparavano dei pezzi di rosticceria e di pasticceria in locali che erano adeguati e dal punto di vista strutturale e anche igienico-sanitario. Non vi erano di conseguenza tutte quelle attrezzature adatte ad esempio alla conservazione del cibo, o ancora quegli strumenti adeguati per la preparazione a norma a garanzia di chi andava quindi a consumare il cibo. Le violazioni sono innumerevoli e su tutti i fronti.

Nel corso dell’ispezione è stato accertato che mai è stata richiesta dal titolare di questa attività abusiva alcuna autorizzazione commerciale: quindi non vi era la necessaria Scia, la segnalazione certificata di inizio attività che va richiesta allo sportello unico delle attività produttive del Comune e da cui poi partono direttive e comunicazioni ad altri enti per i necessari controlli.

Dunque parliamo di un’attività che era completamente sconosciuta e che di conseguenza non ha mai pagato uno straccio di tributo, ingenerando il più classico dei problemi di concorrenza sleale nei confronti di bar e pasticcerie che invece devono affrontare costi notevoli di gestione.

“Agli atti d’ufficio – scrive il funzionario del Settore Sviluppo del territorio e cura della città del Comune, Gerardo La Franca – non risulta alcuna Scia presentata dalla persona interessata per lo svolgimento dell’attività artigianale di preparazione di generi di pasticceria e rosticceria. Si procede all’emissione del provvedimento di cessazione dell’attività e la contestuale chiusura dei locali”.

Il laboratorio di preparazione di rosticceria e pasticceria si trovava, sempre secondo quanto riscontrato dai Nas, in un immobile al piano terra di un edificio che era “adibito a civile abitazione”.

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