Home CRONACA Partinico, auto a fuoco: indagano i carabinieri, si segue la pista sentimentale

    Partinico, auto a fuoco: indagano i carabinieri, si segue la pista sentimentale

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    Un partinicese di 46 anni vittima di un raid incendiario. La sua auto è stata totalmente distrutta dalle fiamme insieme a quella posteggiata accanto appartenente ad un palermitano di 39 anni. Il rogo si è verificato venerdì scorso intorno alle 3 di notte nel parcheggio su area pubblica che serve le famose terme segestane, nel trapanese, al con fine tra Castellammare del Golfo a Calatafimi.

    Nessun dubbio sul dolo: secondo quanto hanno appurato dai carabinieri della Compagnia di Alcamo, intervenuti per primi sul posto, qualcuno ha strategicamente cosparso le due auto di liquido infiammabile e ha appiccato il rogo. Secondo quanto ha raccontato attraverso facebook il palermitano proprietario di uno dei due veicoli si tratterebbe dell’ennesimo episodio criminale che si verifica in questa zona:

    “State lontani da questo posto – scrive sul social -. Purtroppo qualcuno non gradisce che vengano frequentate queste terme libere e gratuite e perpetua sistematicamente atti vandalici, aggressioni, rapine. Due giorni fa il falò delle macchine posteggiate nel parcheggio, una delle quali era la mia. Per il modo in cui è stata messa in scena si è trattato di una vera e propria intimidazione: macchine ricoperte di benzina e circondate da un anello di fuoco. Se tenete alla vostra incolumità state lontani da questa zona e condividete quanto successo affinchè nessun altro corra il pericolo che ho corso io due giorni fa”.

    Ai carabinieri però non risulta alcuna scia di raid criminali e almeno al momento la loro ipotesi resta confinata ad un incendio che potrebbe avere come sfondo quello di una vendetta sentimentale. Ricostruzione che comunque è ancora tutta da suffragare e che deve essere vagliata con attenzione. Stiamo parlando di una zona naturalistica di grande pregio, meta di molti turisti.

    Le acque delle terme segestane sono di tipo cloro-solfato-alcalino-terrose: le analisi effettuate mostrano che il contenuto di zolfo deriva dallo scioglimento delle particelle di gesso e zolfo presenti nel sottosuolo e che affiorano nei pressi di Vita e Calatafimi, attraversate da queste acque durante la loro risalita. La presenza di rocce molto permeabili nella zona permette alle acque piovane di essere assorbite in profondità; qui, il magma riscalda le acque termali che risalgono in superficie in più punti.

    Tali acque si prestano ad essere utilizzate per bagni e inalazioni a scopo terapeutico; i fanghi sono utili curare reumatismi, artriti, artrosi, sciatica, uricemia, gotta e malattie della pelle.