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Alcamo, morì su ex strada provinciale: “Colpa del Comune”. Risarcimento record ai familiari

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Nessun “concorso di colpa”, nessuna responsabilità dell’allora Provincia regionale di Trapani. Nella morte nel 2011 del centauro Francesco Maltese l’unica responsabilità è del Comune di Alcamo. Una vicenda tragica che ha messo in evidenza anche una serie di pasticci burocratici da parte degli uffici e c’è già profumo di Procura della Corte dei conti per eventuali danni erariali da accertare.

Di sicuro di errori ne furono commessi parecchi. Intanto il municipio, quindi i cittadini, dovranno farsi carico di pagare di tasca un maxirisarcimento alla famiglia della vittima. Il tribunale di Trapani ha infatti riconosciuto in primo grado il municipio colpevole e per questo dovrà pagare ben 642.063,29 euro: è la quantificazione tra danni e spese dovute alla moglie di Maltese ed ai suoi figli. L’uomo morì il 14 gennaio di 8 anni fa sull’ex strada provinciale 47 in prossimità dello stadio “Catella”.

Fu un incidente autonomo che però venne causato, secondo quanto emerso nel corso del processo, dalla presenza all’epoca di una pericolosissima curva e di un palo con relativo segnale stradale contro cui il motociclista andò ad impattare. Sulla base di una serie di riscontri tecnici e probatori sono venute fuori una serie di responsabilità del Comune. Anzitutto la mancata manutenzione della strada che già dal 1998 era stata ceduta dalla Provincia al Comune: come verbalizzato dai carabinieri nella ricostruzione dell’incidente l’asfalto era in cattive condizioni, e dunque la caduta era stata provocata anche da questo fattore; inoltre la presenza della curva quasi a gomito era stata già da tempo segnalata agli uffici comunali con vari “vizi strutturali” e su cui non di era ancora intervenuto sino a quel momento.

In particolare, già dallo studio relativo al piano urbano del traffico risultava, infatti, che la strada in cui avvenne l’incidente mortale non era adeguata agli standard previsti dal decreto ministeriale del 2001 e su cui oltretutto fu verificata l’effettiva “pericolosità”, con obbligo in capo al Comune di attivarsi per eliminare i rischi per l’incolumità di automobilisti e motociclisti. Non ha retto la difesa dell’Avvocatura del Comune, che nel 2011 respinse la richiesta avanzata dalla famiglia di Maltese di risarcimento danni: fu anzitutto evidenziato che il tratto di strada era stato progettato e realizzato dalla Provincia di Trapani e che quest’ultima aveva regolamentato la circolazione apponendo i segnali stradali;

fu avanzata anche l’ipotesi del concorso di colpa del conducente asserendo l’elevata velocità e i copertoni non omologati montati alla moto. Tutte tesi che sono state smontate una ad una durante il processo. Il tribunale di Trapani ha quindi sostenuto la totale colpa a carico del Comune, esimendo da ogni responsabilità la Provincia che si era a sua volta costituita in giudizio: da qui la condanna a pagare alla moglie della vittima la somma di 198.112,70 euro, alla figlia minore 227.608,11 euro, a ciascuno dei tre fratelli 54.192,41 euro, oltre gli interessi legali dalla data della sentenza, le spese legali quantificate in quasi 22 mila euro.

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