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Allerta terrorismo, caccia a un ragazzo siriano a Roma: ma per la polizia non è più in Italia

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Durante una telefonata il giovane avrebbe detto: “Domani andrò in paradiso”

E’ rientrata l’allerta terrorismo a Roma dopo che la questura aveva diramato a tutte le sue volanti l’ordine di rintracciare un 27enne siriano. In una intercettazione telefonica il giovane avrebbe detto “domani a Roma andrò in paradiso”. Gli accertamenti condotti in gran segreto dalla polizia ha consentito di escludere la presenza del siriano in Italia.

Dopo la segnalazione degli 007 – una delle tante che quotidianamente vengono vagliate dalle forze di polizia per trovare riscontri e che settimanalmente finiscono sul tavolo del Casa, il Comitato di analisi strategica antiterrorismo, per un’analisi più approfondita – la Questura di Roma ha inviato a tutti i reparti una “segnalazione urgentissima di rintraccio” di un soggetto con due diverse identità, alla quale era allegata una foto.

La foto arrivata alle pattuglie mostrerebbe un ragazzo con la barba, nato in Siria il 5 maggio del 1991. Una immagine scattata in Pariser Platz, davanti alla porta di Brandeburgo a Berlino. Una scelta forse simbolica. La stessa città dove nel 2016 Anis Amri, tunisino di 25 anni, si lanciò con un camion sulla folla che visitava uno dei mercatini di Natale nel quartiere Charlottenburg, provocando 12 morti e 56 feriti. Amri fu poi intercettato e ucciso in Italia, a Sesto San Giovanni (Milano), mentre era alla ricerca di contatti di una presunta rete di fiancheggiatori estremisti. Forse gli stessi su cui potrebbe fare affidamento il sospetto siriano.

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