Home ENTI LOCALI Partinico, lettera-scandalo su dipendenti comunali raccomandati: tutto inviato alla Procura

Partinico, lettera-scandalo su dipendenti comunali raccomandati: tutto inviato alla Procura

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La lettera dello “scandalo” finisce alla Procura e per conoscenza alla prefettura. Il commissario straordinario del Comune di Partinico, Rosario Arena, non ci ha pensato un attimo nell’inviare la missiva di fuoco del responsabile del Settore dei Servizi sociali Nunzio Lo Grande. Un documento in cui vengono evidenziate presunte malattie fasulle dei dipendenti della casa di riposo “Canonico Cataldo” addirittura definiti “intoccabili” in alcuni casi perchè riferimento di questo o quel politico.

Se da una parte Arena ha voluto informare chi di competenza per aprire uno squarcio sulle pesantissime rivelazioni, dall’altra però esterna anche il suo disappunto per il gesto dell’alto burocrate:

“Avrebbe dovuto parlarne anzitutto a me personalmente – afferma il commissario -. Ora dovrà assumersi la responsabilità di ciò che ha scritto che è di una estrema gravità e che proprio per questo deve essere vagliato con la massima attenzione. Ho inviato tutta alla prefettura e alla Procura affinchè si faccia chiarezza rispetto a quanto affermato da Lo Grande, mi auguro che ciò che è stato messo nero su bianco possa essere provato”.

Si sussurra che sulla lettera il commissario abbia richiamato Lo Grande e siano volate parole grosse al palazzo di città. Storia che avrà già nell’immediato i suoi strascichi perchè la presidente del consiglio Silvana Italiano ha convocato per martedì prossimo, 31 luglio, una seduta del consiglio in via straordinaria su richiesta di diversi esponenti dell’assise.

Ed anche in questo caso Arena mostra un certo dissenso e bacchetta la presidente Italiano: “Fossi stata in lei non avrei convocato questo consiglio perchè anzitutto è in palese violazione del testo unico degli enti locali. A mio parere non esiste in questo caso il motivo eccezionale di tale seduta. Mi chiedo di cosa il consiglio debba discutere rispetto alla lettera del responsabile di Settore”.

I 9 consiglieri richiedenti hanno voluto convocare la seduta con all’ordine del giorno il tema sull’utilizzo del personale comunale in ragione della relativa mansione e necessità organizzative del Comune. Il caso è scoppiato per quel che concerne il servizio di pulizia al secondo piano dell’immobile in cui si trova la casa di riposo.

Per giorni tale servizio non è stato coperto per una doppia malattia delle due dipendenti: prima quella della “titolare” e poi persino della sua sostituita. Un doppio certificato che ha fatto scattare l’indignazione di Nunzio Lo Grande, il quale ha deciso di prendere carta e penna di scrivere una lettera di fuoco indirizzata alla presidente del consiglio Silvana Italiano.

Una missiva inviata in seguito ad un vertice che era stato convocato al Comune per discutere proprio delle diverse disfunzioni collegate dalla casa di riposo, su cui da mesi è aperto un dibattito per l’eventuale concessione ad esterni della sua gestione. Lo Grande senza mezzi termini fa intendere nella lettera che le due certificazioni di malattia sono quantomeno “sospette” :

“La dipendente assegnata alle pulizie del piano secondo – ha scritto – risulta ammalata a causa di un diverbio con un utente della stessa casa di riposo ed a seguito dell’individuazione del sostituto è arrivata un’ulteriore certificazione di malattia coincidente dopo la notifica dell’ordine di servizio”.

Lo Grande va giù pesante analizzando la situazione più complessivamente sostenendo che addirittura sarebbe impossibilitato ad assicurare la gestione di alcuni servizi e la sua verità lascia tutti di sasso: “Dove c’è da lavorare, e quindi da sgobbare, – si legge ancora – è impossibile trovare unità in quanto subito dopo ammalati, parenti di politici e pertanto intoccabili, unità ritenute o divenute indispensabili dietro una scrivania e pertanto non è possibile farli ritornare a servizi manuali”. In pratica c’è un pò di tutto e si annida, secondo quanto denunciato dal caposettore, un enorme lassismo.

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