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Partinico, stop a Libera Mente Revocato il terreno confiscato

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Secondo il Comune l’ente non si era più preso cura del fondo

Avrebbe dovuto potare gli alberi e raccogliere i limoni

Avevano ricevuto un bene confiscato alla mafia 12 anni fa, ma con
il passare degli anni non lo avevano più «curato» secondo la disciplina contrattuale sottoscritta al momento dell’assegnazione delterreno. Una inosservanza, secondo il Comune, che costa la revoca dell’assegnazione ai volontari dell’associazione «Libera Mente».
Il commissario straordinario
del Comune di Partinico, Rosario Arena, ha firmato la delibera che toglie di fatto dalla disponibilità dell’associazione un terreno in contrada Bosco Falconeria, appartenuto ad Antonino Geraci. Il bene acquisito al patrimonio indisponibile del Comune per finalità sociali comprende un lotto di terreno e un fabbricato di 60 metri
quadrati.
A motivare la revoca della concessione è «l’uso non adeguato del terreno da parte dell’associazione», si legge nella delibera.
Una decisione che non è maturata all’improvviso. Il Comuneaveva effettuato un sopralluogo lo scorso 25 marzo e l’associazione Libera Mente era stata diffidata a provvedere alla raccolta dei limoni,
alla potatura degli alberi e alla fresatura del terreno. All’esito però di un secondo sopralluogo, eseguito lo scorso 30 luglio, risultava che non era stata effettuata né la fresatura né tantomento la potatura degli alberi e la raccolta dei limone. Di conseguenza, dopo gli ammonimenti, è scattata la revoca
del bene in contrada Bosco Falcneria.
Questa attività rientra nel lavoro di monitoraggio condotto dal
segretario generale del Comune Lucio Guarino e dagli uffici preposti sui beni confiscati alla mafia.
« U n’attività – dice Guarino – finalizzata a verificare il corretto utilizzo dei beni confiscati alla mafia
nel Comune di Partinico.
Sul bene in questione si è rilevato un uso non adeguato, nonché altre criticità prontamente risolte dalla municipalità. Non si può tollerare un uso non adeguato dei beni confiscati alla criminalità organizzata né un uso distratto degli stessi anche per l’alto valore simbolico che rappresentano. Questo bene assieme agli altri non utilizzati verrà messo a bando per la concessione, al fine di creare nuova occupazione per i giovani del territorio.
I beni confiscati alla mafia devono essere infatti strumento per creare nuova occupazione e per consentire alla Repubblica di riappropriarsi del proprio territorio».
«La revoca alla concessione in oggetto – afferma il commissario
straordinario Rosario Arena – è propedeutica a dare un netto segnale a quanti violano il noto contratto di concessione in comodato.

Di Graziella Di Giorgio

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