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Partinico, intervista a Giuseppe Di Girolamo (Pd): M5s, amministrative, Policentro e…

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Intervista a largo raggio a Giuseppe Di Girolamo, 35 anni, esponente del Partito Democratico di Partinico. Oggi un semplice iscritto, anche a lui si deve la “nascita” del movimento giovanile dei Democratici nella cittadina partinicese: tra i fondatori dell’oramai defunto circolo del “Big Bang”, è stato un dirigente del partito e molto vicino alle posizioni dell’ex sottosegretario Davide Faraone. L’intervista spazia dall’attuale momento che vive il Pd partinicese, da tempo lacerato da lotte intestine, all’ipotetico “abbraccio” con l’odiato Movimento 5 stelle, sino ad arrivare alle prossime amministrative del 2020 in città.

– La politica locale vive un momento di stasi a Partinico con l’avvento del commissariamento del Comune di Partinico, a parte alcune piccole manovre a titolo personale con spostamenti da un partito ad un altro. Il Pd, dopo essere stato dilaniato da una profonda crisi interna tanto da averlo portato a non presentare alcuna lista alle amministrative del 2018, aveva avviato qualche mese fa qualche timido segnale di riappacificazione. Ora però sembra essersi tutto spento. E’ così? Perchè?

L’euforia post-congressuale, che ha spinto le varie anime a rivedersi, adesso è scemata. L’area renziana, bisogna dirlo, già da prima auspicava la ricostruzione del circolo territoriale e la costituzione del gruppo consiliare. Peccato che all’indomani delle Europee non ci si è più rivisti, era una grande occasione se consideriamo il cospicuo sostegno ricevuto dalla società civile grazie alla candidatura di Bartolo.

– Le prossime elezioni a Partinico saranno nella primavera del 2020 e il testimone da raccogliere per chi andrà a governare sarà pesante e più oneroso che altro con questo dissesto finanziario dichiarato. Ancora è presto per parlare di alleanze ma l’attuale scenario politico a livello nazionale sancisce una accordo tra Pd e Movimento 5 Stelle. A Partinico esisterebbero queste eventuali condizioni per un’alleanza?

…sorride… Il tema di una alleanza nuda e cruda con i 5 Stelle non mi appassiona così come, credo, non appassioni i Partinicesi. In atto il PD locale e il Meetup di Partinico sono deficitari di una autorevole e identificabile leadership: questo non giova a priori e figuriamoci nell’ottica di ipotetici accordi. Vedo semmai l’opportunità di un percorso di condivisione con altre forze politiche civiche, come il Movimento Città di Europa, già ben strutturate e collaudate e con il quali sia il PD che i 5 Stelle dovranno inevitabilmente confrontarsi se non vorranno rimanere ai margini. Mi lasci inoltre formulare una considerazione positiva sulla persona di Gaetano Costanzo, ex candidato dei 5S, credo che finora sia l’unico tra i grillini a saper cogliere i bisogni di una alleanza organica con le forze civiche e le parti sociali. Non deve essere sottovalutato.

– Si nota una forte disaffezione dei partinicesi dalla politica. Spesso ci sono difficoltà a chiudere le liste per il consiglio comunale perchè la gente comune non vuole candidarsi. Forse il motivo è da ricercarsi in questa continua litigiosità e nella mancanza di argomenti che davvero toccano le emergenze. Ad esempio non si parla più di lavoro e di tessuto produttivo ed economico. Negli anni passati si era solo lanciato un faraonico progetto come quello della Policentro (mega centro commerciale con annessi servizi la cui prima pietra non è stata mai posata), con la promessa di centinaia di posti di lavoro. Intanto le attività commerciali hanno chiuso, svuotando quasi del tutto il centro storico. Perchè questi temi così importanti sono scomparsi dall’agenda di tutte le forze politiche?

Il tema del lavoro scompare dall’agenda delle forze politiche perché a Partinico si è perso il significato e il rispetto del lavoro. Ma credo che questo sia la conseguenza di una ben più ampia crisi identitaria. Confido in quelle giovani generazioni che si sono spostate per necessità dalla città e che invece possiedono qualità e competenze innovative. Dobbiamo farle rientrare. Sul Policentro si tratta della chimera del passato, ma guardiamola adesso come una opportunità: in atto esiste una procedura per la vendita delle quote societarie e che io ricordi in Sicilia e nel resto del mezzogiorno non esiste disponibile sul mercato un’area così grande. Sicuramente non avrebbe più senso parlare del solito modello commerciale bensì di una attività imprenditoriale del tutto nuova e unica nel SUD di Italia. Quando parliamo di sensibilità al tema del lavoro, io penso che la Politica Partinicese ha il compito di cooptare quei gruppi imprenditoriali esteri che oggi guardano alla Sicilia con grande interesse. Non dimentichiamo inoltre la Piana Partinicese: con il neo Ministro Teresa Bellanova siamo in forte sinergia e vorremmo porre in essere tutte quelle azioni indispensabili per fare ripartire l’Agricoltura.

– A Partinico questa era commissariale sembra far storcere il naso a tanti. Il neocommissario nominato dalla Regione, Rosario Arena, colonnello in pensione della guardia di finanza, sta calcando la mano sul “ripristino delle regole”. Evasione tributaria, multe per violazioni al codice della strada, intransigenza nei confronti dei dipendenti comunali: questi i primi fronti suoi quali sta lavorando. Duplice l’obiettivo: non solo ridare equità tributaria ma fare anche cassa. A Partinico però si sa che le regole spesso non sono viste di buon occhio. Qual è il suo giudizio? Il prossimo governo cittadino dovrà continuare sullo stesso solco?

Positivo. Chi pensa di mettersi contro l’attuale azione amministrativa del Commissario, rischia di fare autogol come Koulibaly. Potrò sbagliarmi ma all’interno del consiglio comunale si intravede il tentativo rissoso e inopportuno di sfiducia del Presidente del Consiglio. In questa fase a chi e a cosa gioverebbe, politicamente parlando? Piuttosto gli attuali consiglieri comunali avrebbero fatto meglio a uguagliare il gesto coraggioso del Sindaco De Luca. E invece a distanza di 7 mesi che cosa stanno aspettando per dimettersi? In merito al prossimo governo cittadino, se veramente vogliamo voltare pagina, questo dovrà contraddistinguersi per identico rigore metodologico e senso delle istituzioni mostrati dal Commissario Arena. 

– A Partinico la Lega sta mettendo radici con la nascita di circoli e di sedi giovanili, Forza Italia ha da poco costituito un coordinamento. Diciamo che storicamente Partinico è stata sempre una città con tendenze al centrodestra. La storia può cambiare?

Sulle tendenze al centrodestra ricordiamoci il fallimento dell’attuale Governo Regionale che, fuori dalle mura della nostra città, ha concepito e partorito la coalizione di De Luca. Addirittura il Presidente Musumeci in campagna elettorale è venuto per ben due volte salvo poi non esprimersi minimamente sulle dimissioni del Sindaco. La Storia di Partinico può cambiare con nuovi ritmi, nuove motivazioni e un entusiasmo misto all’esperienza competente che il nostro paese già ci dona. Immagino una piattaforma programmatica credibile e vincente: quale strumento migliore delle Primarie può consentire ai Partinicesi una più ampia partecipazione e condivisione? Chi vince si assume gli oneri, chi perde aiuta a spingere il carro: e’ la bellezza della democrazia!

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