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Partinico, gettoni non dovuti: i consiglieri comunali “messi in mora” dal commissario

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Migliaia e migliaia di euro regolarmente liquidati dalle casse del Comune di Partinico e che non si sarebbero mai dovuti scucire. Tutto finito nelle tasche dei consiglieri comunali dal 2009 e sino ai giorni nostri. Si tratta dei gettoni di presenza delle sedute di commissioni e consigli comunali andati deserti: soldi che per l’appunto non andavano pagati perchè, in questi casi, il gettone non è dovuto.

Lo dice una legge addirittura di 11 anni, emanata dalla Regione nel dicembre del 2008, che andava a stabilire “l’effettiva partecipazione”. Oggi si scopre che al Comune di Partinico la norma è stata del tutto disattesa, in pratica mai applicata. Ci voleva un commissario straordinario per far venire alla luce questo pastrocchio.

“Mi sono andato a spulciare voce per voce entrate e uscite degli ultimi anni del Comune – afferma Rosario Arena, che regge le sorti del municipio – dal giugno scorso e mi sono reso conto che qualcosa non quadrava. Ho fatto fare delle verifiche ed è saltato fuori che in questo Comune si è continuato a pagare il gettone di presenza anche in caso di sedute mai effettuate per mancanza del numero legale ai consiglieri presenti”.

In tal senso è subito partita una lettera per l’ufficio di presidenza e per la segreteria generale del Comune: tutti al lavoro per ricostruire quanto accaduto e soprattutto per conteggiare il buco prodotto nelle casse del Comune. Ogni singolo gettone a Partinico costa al municipio all’incirca 25 euro. Il recupero però potrà essere fatto solo per gli ultimi 5 anni, per il semplice motivo che in questi casi interviene la prescrizione e dunque si può al massimo richiedere gli ultimi 5 anni.

Ciò vuol dire che a prescindere dalla volontà dei consiglieri di restituire la somma, e dall’eventuale contenzioso che si potrebbe instaurare, comunque per i precedenti 5 anni di liquidazioni non dovute non si potrà fare più nulla. Tirano un sospiro di sollievo quindi tutti i consiglieri della prima legislatura del sindaco Salvo Lo Biundo, in minima parte anche quelli che hanno fatto parte della seconda legislatura anche se solo per due anni scarsi: per i successivi tre anni dovranno pagare, così come quelli che fanno parte dell’attuale legislatura iniziata nel giugno del 2017.

Per tutti, parliamo all’incirca complessivamente di una cinquantina di consiglieri, è già partito in questi giorni l’atto della messa in mora: “E’ stato riscontrato – scrivono nel provvedimento inviato ai consiglieri il responsabile del Servizio I della segretaria generale Concetta Concone e la responsabile del Settore Affari generale Maria Pia Motisi – che i consiglieri devono restituire quanto indebitamente erogato a titolo di gettone di presenza per sedute di commissioni e di consiglio comunale andate deserte”.

“Siamo di fronte ad una procedura molto delicata – ammette il segretario generale del Comune Lucio Guarino -, ogni consigliere se lo riterrà opportuno potrà presentare ricorso ma parliamo di una liquidazione indebita che deve essere restituita”.

“Ho già dato disposizione di inviare una dettagliata informativa alla Corte dei conti – aggiunge il commissario Arena -, dico semplicemente che la legge non ammette ignoranza, non credo si possa pensare in questo caso alla buona fede. Sarà fatta segnalazione di danno erariale, nel frattempo si verificherà la responsabilità di chi ha effettuato i conteggi per il pagamento non dovuto e si farà una procedura disciplinare”.

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