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Partinico, ipotesi grottesca: “Nessun furto al cimitero”. Primi riscontri dell’indagine interna al Comune

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E se alla fine non ci fosse stato alcun furto al cimitero? Spunta un’ipotesi clamorosa e allo stesso tempo grottesca che chiaramente dovrà essere verificata. Il famoso furto delle 50 cellette di zinco con tutti i resti dei defunti all’interno potrebbe in realtà non esserci mai stato. Dai primi riscontri venuti fuori dalla commissione d’indagine interna al Comune, appositamente costituita per volere del commissario straordinario del municipio Rosario Arena, la “sparizione” altro non sarebbe che un semplice spostamento dei contenitori da un locale all’altro del camposanto.

Ora il custode che ha denunciato l’ammanco potrebbe rischiare un’incriminazione per procurato allarme. Al momento però parliamo soltanto di un’ipotesi che però, con il passare delle ore, prende sempre più quota e consistenza. Ed è lo stesso commissario che ammette che qualcosa non quadra:

“Non appena insediata la commissione d’indagine – sottolinea Arena – è stato ritenuto necessario confrontarsi con lo storico dipendente del cimitero, andato recentemente in pensione, il quale dopo il sopralluogo fatto ha sostenuto che da quel locale non manca alcuna cassetta. Pare che questo presunto ammanco di 50 unità in realtà sia stato un trasferimento avvenuto già in passato in altro locale all’interno del cimitero. Se così fosse sarebbe gravissimo e inaudito. Un dipendente comunale nell’esercizio delle sue funzioni deve essere sicuro di ciò che riferisce e non può azzardare conclusioni a caso. Semmai dovesse confermarsi che non c’è stato alcun furto sicuramente si procederà contro il dipendente comunale che ha sostenuto tale tesi con una denuncia per procurato allarme”.

Parallelamente vanno comunque avanti le indagini dei carabinieri della Compagnia di Partinico per riuscire a ricostruire quanto accaduto. Rimane comunque sempre la convinzione di uno dei custodi dell’ammanco dai locali dell’ex camera mortuaria di una cinquantina di queste cassette di zinco.

E’ stato proprio lui a lanciare l’allarme nei giorni scorsi, sostenendo di aver visto la porta della stanza spalancata e questo “vuoto” di cellette depositate. Le indagini sono partite seguendo la pista di un furto con il probabile obiettivo di rivendere lo zinco al mercato nero. Ora però la situazione sembra essere incanalata verso un’altra direzione che avrebbe davvero del clamoroso, sempre che fosse accertata.

Intanto già ieri mattina i dipendenti addetti al cimitero hanno fatto una ricognizione delle cellette di zinco presenti nell’ex camera mortuaria da dove sarebbe avvenuto il furto in cui sono custodite le spoglie mortali dei defunti nel periodo tra il 1965 e il 1974. Sono poco meno di 300, tutte numerate e con a fianco il nome del defunto a cui appartengono i resti.

Si farà un incrocio con l’elenco delle salme estumulate appartenenti allo stesso periodo tra il ’65 e il ’74. Un metodo che dovrebbe senza ombra di dubbio far venire fuori qual è la verità in questa vicenda dai contorni davvero inquietanti.

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