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Partinico e gettonopoli, oltre 300 emolumenti a vuoto in un anno: il record alla III commissione

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C’è un consigliere recordman che conta addirittura l’incasso di ben 59 gettoni di presenza per commissioni che non si sono mai svolte. Altri ancora, ben 7, oscillano dalla doppia cifra in poi, significa quindi almeno da 10 gettoni a salire.

Questo il conteggio che è stato fatto dal meetup locale del Movimento 5 Stelle di Partinico che, con verbali alla mano, ha spulciato ogni singola seduta delle sole commissioni dell’attuale consiliatura, da luglio 2018 a giugno scorso, per verificare a quanto ammonterebbe il “buco” nel bilancio comunale dovuto proprio alla liquidazione di gettoni per sedute mai svolte.

Un caso venuto alla ribalta in questi giorni con gli uffici comunali degli Affari generali a mettere in mora i consiglieri che negli ultimi 5 anni hanno percepito somme non dovute. Errore che, di fatto, sarebbe stato fatto nel conteggio dall’ufficio di Presidenza che mai evidentemente si sarebbe accorto della modifica di una legge regionale del 2008 con cui si stabiliva che non andavano conteggiate le presenze di consiglieri in assise o in commissione in caso di mancanza di numero legale.

Il record di gettoni non dovuti va a Giuseppe Barbici (nella foto a destra), presidente della III commissione consiliare: a lui ben 59 gettoni per un ammontare di quasi mille e 800 euro. Al secondo posto con 38 gettoni figura Vito Giuliano, anche lui componente della III commissione. L’impressione è che proprio in questa commissione si verifichi il maggior numero di sedute andate a vuoto dal momento che tra i consiglieri in doppia cifra figurano Giovanni De Simone (36), Giusi Di Capo (30 gettoni, nella foto a sinistra), Alessio Di Trapani (23) ed Erasmo Briganò (17).

Tra i più “gettonati” di altre commissioni emergono i nomi di Salvatore D’Angelo (23) della II commissione, e poi Simona Ganguzza (14) e Toti Comito (10) della I commissione. Ad essere stati conteggiati 303 gettoni non dovuti che adesso il Comune dovrà recuperare per un ammontare che sfiora i 9 mila euro. A questi dovranno essere aggiunti tutti gli altri 4 anni pregressi che è possibile legalmente recuperare.

I pentastellati hanno anche realizzato un spot video e rischiano oltretutto di creare un conflitto tutto interno, l’ennesimo, con la propria consigliera di riferimento Giusi Di Capo tra quelle citate in elenco: “Cari consiglieri – viene detto dallo spot diventato virale sui social –dal punto di vista etico e morale non provate un po’ di vergogna?”.

La vicenda ha finito per innescare un dibattito e sino ad ora nessun consigliere ha preannunciato di voler avviare un braccio di ferro con il municipio. Però tra i corridoi del municipio serpeggia malumore e c’è chi giura che farà ricorso.

Poi c’è chi, come il consigliere Emiliano Puleo, ammette che qualcosa non va nel sistema: “Già dal 2016, in I commissione consiliare, – sottolinea – il nostro gruppo insieme ad altri presentò la proposta contro gli sprechi e gli abusi che storicamente venivano perpetrati. Lavoro che, purtroppo, è rimasto nei cassetti dell’ufficio competente”. “Iniziativa dei grillini fatta con intento denigratorio – aggiunge Toti Comito – che discuteremo nelle opportune sedi”.

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