Home ENTI LOCALI San Cipirello, scioglimento Comune. L’ex sindaco: “La mafia una merda, provvedimento vergognoso”

San Cipirello, scioglimento Comune. L’ex sindaco: “La mafia una merda, provvedimento vergognoso”

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“La mafia è un mucchio di merda sempre e lo è chiunque ci fa affari. Non è lo slogan di chi con l’antimafia riempie bocca e tasche é un principio che applichiamo al nostro modo di vivere”. E’ lo sfogo dell’oramai ex sindaco di San Cipirello, Vincenzo Geluso, che con una lunga lettera aperta ha voluto prendere posizione rispetto all’evolversi della vicenda dello scioglimento per sospette infiltrazioni mafiose del consiglio e della sua amministrazione comunale. Il Tar del Lazio, a cui è stato fatto ricorso contro il provvedimento, non ha accolto la sospensiva ed ha rimandato tutto a maggio del 2020 per la trattazione nel merito. Al momento quindi resta in carica la commissione prefettizia. Nella lunga missiva Geluso si scaglia contro i media che a suo dire hanno gonfiato la vicenda e contro alcune denunce anonime che avrebbero poi portato all’epilogo dello scioglimento.

DI SEGUITO AL LETTERA APERTA INTEGRALE DELL’EX SINDACO GELUSO

Doveroso comunicare ai miei concittadini cosa sta succedendo in questi giorni e quali sono le vicende anche giudiziarie che stanno segnando la nostra comunità.

Ho ascoltato il Consiglio di chi mi dice di riflettere di più prima di dire e soprattutto prima di scrivere, quindi scusate il ritardo.

Come di vostra conoscenza, quali  amministratori di questo Comune il cui Consiglio ( e non il Sindaco, come scrive qualche scienziato) è stato sciolto per “presunte” ingerenze della mafia, abbiamo proposto ricorso al Tar di Roma essendo quel PROVVEDIMENTO  INGIUSTO, INFONDATO, e INOPPORTUNO e basato su un VERGOGNOSO  ed  INDECOROSO  CORTILE DI STRADA, alimentato da un attacco mediatico e di carta straccia e da una subdola e quanto vile attività informativa posta da mano anonima e menti corrotte ed assetate di invidia e vendetta.

All’udienza camerale del 6 novembre, il Tar di Roma non ha posto alcun provvedimento, seppur provvisorio, ma ha rinviato all’ udienza di discussione del 6 maggio 2020, ordinando agli organi dello Stato, che hanno deciso di sciogliere il Consiglio Comunale di San Cipirello, di depositare tutti gli atti del procedimento di scioglimento (per comprendere tutti gli OMISSIS posti in ben oltre 260 pagine di relazione) al fine di Garantire il Giusto Contradditorio ed il DIRITTO DI DIFESA di noi ricorrenti e di permettere ai Giudici del Tar Lazio di emettere serenamente una Sentenza definitiva, attesa la delicatezza delle questioni aventi rilevanza pubblica.

Non è per nulla facile affrontare un giudizio di tale portata, doversi difendere da innocenti, impiegare ore ed ore su carte avvolte indecifrabili e illegibili, sopportare le spese del giudizio (atteso che quali amministratori ci siamo ridotti le indennità a cifre irrisorie e ridicole per il bene della nostra comunità), ma lo devo a me stesso, a chi ha lavorato con me quale Sindaco, e lo devo soprattutto ai miei concittadini, di cui ho aspirato ad essere, sono stato fieramente e spero sarò ancora il loro amato Sindaco.

Ho affrontato senza perdermi (ed è facile cadere nello sconforto…. credetemi) questi lunghi e duri mesi grazie all’aiuto e alla vicinanza dei miei cari e dei miei colleghi amministratori ( locali e non) e non , e grazie e soprattutto alla dimostrata fiducia e a tutte le manifestazioni di affetto dei sancipirellesi. Sono i miei cari compaesani che mi hanno dato la forza per affrontare tutto questo, sono loro che anche con un semplice Buongiorno mi hanno dato la lucidità e la dignità per scrollarmi di dosso la montagna di fango ingiustamente gettatami, al solo scopo di screditare me e chi come me ama questo paese e le poche distinguibili risorse che identificano la valle del Belice in maniera disinteressata rispetto a chi ne ha fatto MANGIATOIE a vari livelli, sono i sancipirellesi che ancora ora si lamentano con me per tutti i disagi che affliggono la nostra comunità che mi spingono a pensare che ne VALE ANCORA LA PENA LOTTARE PER QUESTO PAESE, ed è per loro e per i nostri figli che continuo a combattere ed è per le persone oneste che non posso arrendermi, non possiamo arrenderci. Devo e dobbiamo riprenderci la nostra dignità, dobbiamo ripulirci da una marchiatura che non ci spetta e che a forza e con superficialità gli organi di Stato ci hanno messo, con la complicità di gente natia che non ama San Cipirello e non ama i Sancipirellesi. Dobbiamo far sapere a tutti che per noi la “MAFIA È UN MUCCHIO DI MERDA SEMPRE E LO È CHIUNQUE CI FA AFFARI” non è lo slogan di chi con l’ antimafia riempie bocca e tasche É UN PRINCIPIO CHE APPLICHIAMO AL NOSTRO MODO DI VIVERE…. Dobbiamo gridare a tutti che San Cipirello, i sancipirellesi (togliendo le mele marce),  Vincenzo Geluso, Claudio Russo, Giovanni Randazzo, Vincenzo Randazzo, Giuseppe Clesi, Lo Piccolo Maria Grazia, Rizzuto Piera, Nicola Di Lorenzo,  sono Onesti, odiano e combattono la mafia con il duro lavoro quotidiano, amano il proprio paese e non lo abbandoneranno mai.

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