Home CRONACA Reddito di cittadinanza, sussidio negato alla vedova di Riina: “Un’ingiustizia”

Reddito di cittadinanza, sussidio negato alla vedova di Riina: “Un’ingiustizia”

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La denuncia dell’associazione Giustitalia a cui Ninetta Bagarella ha chiesto aiuto dopo che la sua domanda è stata respinta. L’avvocato Alessandro Romano: “Faremo ricorso, la signora ha tutti i requisiti di legge”
Ninetta Bagarella, vedova di Totò Riina, ha fatto domanda per avere il reddito di cittadinanza ma la richiesta è stata bocciata dall’Inps. “Un’ingiustizia fiscale” secondo Giustitalia che annuncia ricorso. L’avvocato Alessandro Romano, membro dell’associazione insieme a Samantha Faiella, spiega a PalermoToday: “L’ente previdenziale ha commesso un errore, la signora ha tutti i requisiti di legge per ottenere il sussidio in quanto le andava applicata una detrazione di 950 euro per il nipote convivente e senza reddito”.

Per ottenere il reddito di cittadinanza – come noto – ci sono dei requisiti di legge: non bisogna avere un reddito “familiare” superiore a 9.360,00 euro annui, non bisogna avere un patrimonio immobiliare (ad eccezione della prima casa) superiore a 30 mila euro, e altri requisiti di minore importanza. Ninetta Bagarella é titolare di una casa di proprietà a Corleone e di un terreno agricolo e percepisce un reddito pensionistico di 10.560,34 euro. Ha presentato un Isee per l’anno pregresso di poco superiore al limite di quello richiesto per il reddito di cittadinanza. La normativa vigente per il 2019 prevede una “detrazione” di 950 euro per figli con più di tre anni, purchè minorenni. La normativa prevede che lo sgravio fiscale si applichi non solo per i figli ma anche per i nipoti ex filio conviventi e privi di reddito. “La signora Bagarella – continua l’avvocato – ha a carico un nipote maggiorenne che non lavora e fino a 26 anni si può beneficiare della detrazione di 950 euro ma nonostante questo, circa una settimana fa, tramite il call center ha saputo che la sua domanda è stata respinta. Il problema è tecnico. Faremo ricorso”.

Foto di Piero Longo

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