Home CRONACA Partinico, la “cricca” al commissariato di polizia: il “capo” era un ludopatico

Partinico, la “cricca” al commissariato di polizia: il “capo” era un ludopatico

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Con il vizio del gioco d’azzardo, senza scrupoli quando si tratta di raggiungere i propri interessi personali, pressato dai creditori e in grado sempre di trovare escamotage per allungare i tempi della restituzione del prestito richiesto.

E’ questo il quadro che emerge di Piero Tocco, il capo della presunta cricca all’interno del commissariato di polizia di Partinico che risulta essere indagato dalla Procura insieme ad altri 5 colleghi, tre guardie giurate e altre tre persone. Emergono nuovi particolari di questa indagine, riportati oggi dal Giornale di Sicilia, che in realtà si è conclusa nel gennaio scorso ma che solo adesso sta venendo fuori in tutte le sue sfaccettature.

Lo spaccato è drammatico e mette in evidenza come all’interno del commissariato lui e qualche altro facesse il bello e il cattivo tempo prima che alcuni esposti anonimi aprissero una breccia al muro di omertà e connivenza che si respirava. In pratica questa sorta di presunto sistema criminale avrebbe messo in piedi una serie di favori, o addirittura chiuso totalmente gli occhi, a fronte di favori e potenziali o effettive mazzette, questo ancora non è chiaro.

Tocco per mesi è stato intercettato, dopo gli esposti anonimi, e questo è servito a ricostruire i vari episodi per cui oggi si è completata l’indagine. In base agli ultimi particolari emersi, Tocco non si sarebbe fatto scrupoli di utilizzare l’auto di servizio per recarsi in un noto supermercato di Carini e fare la spesa per sé stesso.

Ci sono poi degli strani interessi per far ottenere a una persona il porto d’armi, a cui poi l’agente ha chiesto un prestito senza però riuscirlo ad ottenere, cosa che farebbe emergere il reato di istigazione alla corruzione. Soprattutto lascia spiazzati il profilo che viene fuori di Tocco e che è sottolineato dalla Procura nel suo fascicolo d’indagine: si parla di una persona ludopatica, che soffre quindi del cosiddetto fascino del gioco d’azzardo.

Spendeva tantissimi soldi, in un’intercettazione addirittura si parla di 5 mila euro spesi in appena 8 giorni. Chiedeva qua e là continuamente dei prestiti, e i creditori stavano cominciando a stargli alle calcagna. Il poliziotto si rendeva ad un certo punto irreperibile, evidentemente per sfuggire alle richieste di restituzione.

Lo si evince dal tenore dalle telefonate che arrivano al suo telefono. Diversi gli lasciano dei messaggi in segreteria, alcuni sono anche minacciosi perché rivogliono indietro il denaro prestato. Gli indagati del commissariato sono oltre a Tocco la moglie Giuseppina Grillo, di 53 anni, Giovanni Vitale, 44 anni, Fulvio Silvestri, 46 anni, Antonio Gaspare Di Giorgi, 52 anni e Vincenzo Manzella, 44 anni.

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