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Partinico, processo in abbreviato Game over: 80 anni di carcere, 16 condanne e 6 assolti

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Oltre 80 anni di carcere sono stati inflitti agli imputati in abbreviato al processo “Game over” che ha svelato intrecci tra mafia e giro di scommesse con quartier generale a Partinico. Sedici alla fine i condannati, altri 6 invece gli assolti.

La pena più alta a Francesco Nania a cui sono stati inflitti 16 anni, indicato come il nuovo capomafia di Partinico; a seguirlo a ruota Antonino Pizzo (13 anni), Benedetto Sgroi (12 anni e 2 mesi), Jonathan Orvieto (8 anni e mezzo), Devis Zangara (4 anni), Giuseppe Gambino (3 anni e 4 mesi), Salvatore De Simone (2 anni e 8 mesi), Giuseppe Alessandro Lo Bianco (2 anni, 2 mesi e 20 giorni), Alessandro Acqua (2 anni), Marco Cannatella (un anno e 10 mesi), Marco e Vincenzo Corso, Davide Di Benedetto, Antonio Mollisi (un anno e 4 mesi ciascuno) e Ferdinando Chifari (10 mesi).

Assolti invece Alfredo Cannone e Sebastiano Vinciguerra perché il fatto non sussiste, Ferdinando Chifari, Garruzzo, Antonio Vincenzo Lo Piccolo e Giampiero Rappa per non aver commesso il fatto. E’ stata contestualmente ordinata la confisca dei beni di Benedetto Sgroi e Francesco Nania.

Condannati inoltre Francesco Nania, Antonio Lo Baido, Jonathan Orvieto, Antonino Pizzo e Benedetto Sgroi a risarcire le parti civili con una provvisionale di 15 mila euro per il Comune di Partinico e 10 mila euro per tutte le altre. Tra 90 giorni saranno depositate le motivazioni.

Soddisfatti gli avvocati Massimo Gagliardo e Claudio Gallina Montana che hanno difeso uno degli imputati assolti, Giampiero Rappa: “Abbiamo creduto sin dall’inizio sulla sua innocenza, giustizia è stata fatta ed è stata ridata dignità ad una persona estranea ai fatti”.

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