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Alcamo, commercianti e imprenditori evasori della Tari: scoperto “buco” da 1,1 milioni

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Una banca dati infallibile quella messa sù nell’ultimo mese e mezzo dal Comune di Alcamo. Per la prima volta ufficio Tributi e lo sportello unico per le attività produttive dialogano e scoprono centinaia di esercenti e imprenditori evasori della tassa sui rifiuti. “Fantasmi” che hanno creato un buco da circa un milione di euro.

Per loro però finisce qui la pacchia. Sono in fase di partenza le procedure di recupero: la somma raccolta servirà a ripianare i maggiori costi del servizio di raccolta dei rifiuti che sono maturati quest’anno ed eviterà un aumento del tributo  chi invece onestamente e con sacrifici ha sempre pagato. Il lavoro porta la firma della neodirigente della Direzione 5 Riscossione entrate Tiziana Vinci che ha praticamente posto in essere le “misure correttive” che in materia erano state emanate dal segretario generale del Comune Vito Bonanno e fatte proprie dal consiglio comunale che aveva votato apposita delibera in merito.

In pratica si è messo in funzione l’incrocio di banche dati anzitutto tra gli uffici comunali, riscontrando tutte le certificazioni di inizio attività e varie altre documentazioni in possesso del Suap che dessero traccia dell’esistenza di attività commerciali sconosciute alla banca dati dei tributi. Inoltre sono stati riscontrati i dati in possesso dell’agenzia delle entrate, e quindi catasto, utenze elettriche, idriche e gas, ed infine contratti di locazioni immobiliari.

Questa ricostruzione certosina ha permesso di far saltare fuori come funghi evasori parziali, che magari non avevano il calcolo sull’effettiva metratura dell’immobile, o totali, quindi completamente sconosciuti. Il risultato è stato quello di accertare all’incirca un recupero dall’evasione di un milione e 100 mila euro. Soldi che saranno utilizzati per ripianare i maggiori costi non preventivati per il servizio di raccolta dei rifiuti. Si parla di quasi un milione di euro non preventivato nel Pef approvato lo scorso anno, il piano economico finanziario.

Aumenti che erano ipotizzabili dal momento che oramai da aprile scorso il Comune non differenzia più il rifiuto organico, per i noti problemi a trovare piattaforme di smaltimento di questa frazione, per cui sono aumentati notevolmente i costi di conferimento in discarica. Il contrasto all’evasione comincia a prendere concretamente forma ad Alcamo, dopo i blandi tentativi del passato.

Stesso sistema che sarà usato il prossimo anno anche per le utenze non commerciali, quindi parliamo delle abitazioni. Secondo le mire dell’amministrazione comunale nel 2020 si metterà a sistema lo steso incrocio dei dati tra Comune e agenzia delle entrate. C’è da scommettere che anche lì non mancheranno le sorprese

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