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Natalità ancora in calo, i figli costano troppo: possibili modelli di ripresa

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La natalità in Italia è ancora in calo, senza prospettive di inversione di tendenza. È un problema che affligge anche la Sicilia, dato che nell’Isola i dati – pur essendo positivi e superiori alle medie – non sono ancora tali da poter invertire il trend. Secondo alcuni recenti report, i dati sulla natalità, se messi a confronto con il medesimo periodo del 2018, chiariscono quanto segue: il calo c’è ed è significativo, con una quota di -5 mila nascite circa, rispetto ai primi sei mesi dello scorso anno. Si tratta dunque di una situazione che va approfondita, alla quale bisognerà porre rimedio.

Niente più figli: in Italia la natalità scende

Già dal 2017 al 2018 è stato registrato un calo di iscrizioni all’anagrafe pari a circa 18 mila neonati. E, come anticipato poco sopra, se si analizzano le differenze fra il primo semestre 2019 e i primi sei mesi del 2018, bisogna sottrarre al totale altre 5 mila unità. Da cosa dipende il calo della natalità?

Oltre che da un problema probabilmente culturale, spesso le nascite sono scoraggiate dai costi che una famiglia deve affrontare per il mantenimento del bimbo, comprese le spese per la gravidanza, per un totale che sfiora i 20 mila euro durante il solo arco dei primi 12 mesi di vita del piccolo. Le uscite economiche sono molte, da quelle una tantum – il passeggino, la culla, il fasciatoio – fino a quelle quasi quotidiane, come i pannolini o il latte in polvere se non si può allattare.

Dopo aver analizzato il problema, bisogna cominciare a ragionare sulle possibili soluzioni. Per far fronte alle ingenti spese iniziali, una soluzione percorribile potrebbe essere ricorrere ai prestiti online proposti da Younited Credit, per esempio: una volta ricevuti i giustificativi, entro 24 ore si riceverà risposta, in modo da poter cominciare a organizzare velocemente il futuro del nascituro. Senza questo ostacolo si potrà pensare solo al benessere del bimbo senza ulteriori stress, occupandosi solo di farlo crescere serenamente.

Natalità in calo, i modelli di ripresa europei

Anche i governi si stanno interessando al problema del calo della natalità, com’è ovvio che sia, dato che questo sta riguardando l’intera Europa. Se in Italia si sta discutendo molto sugli assegni famigliari del 2020, nel resto d’Europa, dalla Polonia alla Danimarca, molti stati si muovono per cercare di trovare un rimedio alla situazione. Come? Con una serie di modelli di ripresa progettati ad hoc. In Danimarca hanno avviato un progetto che sta promuovendo vacanze-regalo per le giovani coppie in periodo fertile, con forti sconti sui viaggi. In questo modo si tenta di aiutare le famiglie nel trovare la serenità e la pace necessaria per formare una famiglia.

Non solo, il programma è stato esteso anche alle suocere, incentivate a regalare un bel viaggio per poi, un giorno, godersi i nipotini. In Polonia viene assegnato un vero e proprio sussidio – molto generoso – per ciascun figlio, forse perfino troppo abbondante: molte mamme hanno deciso di abbandonare il lavoro per goderne. Ci si trova dunque di fronte ad alcune soluzioni potenzialmente utili, per contrastare la problematica del calo delle nascite. Anche in Italia potrebbero essere prese in considerazione queste misure, così da invertire un trend che rischia di diventare molto pericoloso per il futuro del paese.

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