Home CRONACA Alcamo, annullata dal Tar maxisanzione per l’immobile della “discordia” di via Giordano

Alcamo, annullata dal Tar maxisanzione per l’immobile della “discordia” di via Giordano

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Ricorso del Comune “improcedibile” e annullamento della maxi sanzione da mezzo milione di euro. Per una seconda volta davanti al Tar di Palermo i professionisti alcamesi Silvio Piccolo e Antonello Cassarà hanno avuto ragione rispetto alle motivazioni avanzate dal municipio la cui tesi è stata bocciata su tutta la linea. Il caso è quello del noto complesso immobiliare di via Giordano su cui si è trascinato un lungo braccio di ferro sia sul piano penale che su quello amministrativo.

Per quanto concerne il versante penale si è arrivati ai due gradi di giudizio in cui Piccolo e Cassarà sono stati assolti “perchè il fatto non sussiste”; adesso arriva anche l’esito del contenzioso civile con la seconda sezione del Tar di Palermo che conferma la linea dei due professionisti ai quali era stata appioppata una sanzione pecuniaria da ben 530 mila euro per quella palazzina considerata sempre abusiva nonostante gli esiti in sede penale. Multa che con quest’ultima sentenza, impugnata dall’avvocato Girolamo Rubino, viene annullata.

Contenzioso che cominciò nel 2011 quando la Procura di Trapani aprì un’inchiesta sulla scorta anche delle attestazioni fatte da funzionari e dirigenti del Settore Urbanistica del Comune di Alcamo i quali ipotizzarono i reati di abusivismo. Il paradosso stava nel fatto che fu proprio il Comune a rilasciare i certificati di abitabilità e agibilità, oltre che ovviamente la relativa concessione edilizia. Sotto indagine finirono la Edil Europa, ditta dell’amministratore unico Antonello Cassarà che realizzò l’opera, e Silvio Piccolo in qualità di progettista.

Nonostante l’assoluzione in primo grado e in appello in sede penale, il Comune di Alcamo nel 2016 ordinò la demolizione del complesso immobiliare, sostenendo che fosse abusivo. L’impresa edile impugnò tale provvedimento rilevandone la “palese illegittimità” ed il Tar Palermo, condividendo le censure sollevate dall’avvocato Rubino, dispose il riesame del provvedimento.

A seguito di questa ordinanza, il municipio modificò questo provvedimento e lo commutò con una sanzione pecuniaria di ben 530 mila euro. Anche qui altra impugnazione da parte di Piccolo e Cassarà con l’epilogo della sentenza emessa ieri dalla seconda sezione del tribunale amministrativo che si è pronunciata sostenendo l’improcedibilità da parte del Comune e accettando le eccezioni sollevate. Secondo Piccolo e Cassarà è dimostrato come la palazzina sorgesse a pochi passi da viale Europa, arteria ampiamente urbanizzata;

mentre non ha retto la linea del Comune i cui tecnici, nel contestare l’abuso, avevano sempre sostenuto che le altezze per la realizzazione dell’edificio erano state calcolate su un piano diverso rispetto a quello previsto dalla concessione edilizia. Oltretutto sempre il legale di Piccolo e Cassarà ha rilevato che la sentenza di assoluzione del tribunale di Trapani è stata resa all’esito di un giudizio penale in cui il Comune di Alcamo si è costituito parte civile:

“Pertanto, sulla scorta delle statuizioni di tale sentenza, – precisa il legale – il Comune costituito parte del giudizio non avrebbe potuto adottare i provvedimenti sanzionatori impugnati”. Quindi multa annullata e municipio condannato a pagare le spese legali quantificate in 2 mila euro.

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