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Partinico, soldi persi dal Comune per l’assistenza agli anziani: avviata indagine interna

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Il Commissario straordinario del Comune Rosario Arena ha aperto un’indagine interna per capire le responsabilità della perdita del finanziamento regionale per l’assistenza domiciliare agli anziani. Sarà sentita anzitutto la responsabile del procedimento che avrebbe dovuto istruire la pratica.

Il segretario generale Lucio Guarino ha già inviato una lettera alla funzionaria che sarà quindi sentita e dovrà controdedurre alle contestazioni avanzate dal Comune per la perdita di 130 mila euro di finanziamento per il servizio Adi, l’assistenza domiciliare integrata agli anziani. L’impiegata comunale rischia anche una sospensione dal servizio semmai dovessero essere accertate delle inadempienze da parte sua in questa istruttoria.

Dal commissario al momento un no comment sulla vicenda, la cui indagine interna è ancora alle battute iniziali, anche se non nasconde la sua contrarietà per quanto accaduto: “Se ci sono stati errori chi ha sbagliato pagherà – afferma – ma al momento non posso dire altro”. I 130 mila euro persi erano destinati alle cosiddette fasce deboli, per l’esattezza agli anziani.

L’assessorato regionale alla Famiglia ha intimato e ottenuto dal Comune la restituzione dei fondi che erano stati concessi a suo tempo per far partire le attività. L’Adi sarebbe dovuta spettare agli ultrasessantacinquenni che hanno difficoltà deambulatorie e necessitano quindi di un’assistenza domiciliare per l’appunto. Qualcuno che, opportunamente formato, si rechi in casa loro e li assista per un certo numero di ore al giorno.

Tutto l’iter burocratico è partito con grave ritardo da parte degli uffici municipali: il 4 dicembre del 2018 la Tesoreria regionale aveva messo a disposizione la somma per il Comune di Partinico, così come per tutti gli altri enti locali, ed il successivo 31 dicembre veniva incamerata la somma. Il 4 marzo successivo, però, la stessa Regione scriveva al Comune chiedendo la restituzione delle somme semplicemente perchè non erano mai stati spesi.

Lo scorso ottobre la Regione era dovuta tornare alla carica sollecitando la restituzione dei soldi e addirittura minacciando che se non lo avesse fatto entro 15 giorni sarebbe stato inviato un commissario ad acta per il recupero. Risposta che è arrivata nelle scorse settimane dal Settore 2 Servizi alla comunità e alla persona del municipio che ha finalmente disposto la formale restituzione della somma: per l’esattezza 130.284 euro.

Non è la prima volta che gli uffici ai Servizi sociali finiscono nell’occhio del ciclone. Non è per nulla un mistero che diverse volte ci sono state delle fortissime frizioni tra lo stesso commissario e il capo settore Nunzio Lo Grande, quest’ultimo solo di recente spostato in questo settore dopo aver a lungo guidato altri uffici come l’Ambiente, la Manutenzione e i Lavori pubblici, considerando anche le sue competenze dal momento che è un ingegnere. Una vera occasione sprecata per il Comune e in termini di servizi da offrire alla popolazione più disagiata e bisognosa.

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