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Balestrate, è polemica sul titolo degli eventi di Natale: “Augurato un giorno da culo”

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Un programma natalizio da …..natica. L’intitolazione del cartellone, a cura del noto attore Paride Benassai, nominato recentemente dal sindaco Vito Rizzo consulente in ambito artistico-culturale, crea un vero e proprio polverone. Questione di “latinismi” verrebbe da dire: il titolo “Natis die”, secondo un consigliere comunale, significa letteralmente in latino “giorno da natica”.

“Ai cittadini viene augurato un giorno da culo” attacca l’esponente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Curcurù. La replica dello stesso Benassai non si è fatta attendere e per lui è una “corretta licenza poetica dal latino”. Si innesca l’ennesima polemica tra maggioranza e opposizione attorno adesso anche al titolo di eventi pubblici, dopo le fortissime frizioni scaturite su diversi altri ambiti in consiglio comunale e anche al di fuori dell’aula.

“In latino – è la tesi di Curcurù – sarebbe stato corretto dire o ‘natalis dies’ oppure ‘nativitatis die’, perché questa specie di forma ‘sincopata’ Natis, purtroppo ha un altro significato. Natis Natis significa natica, sedere, culo. Ecco cosa augurano ai cittadini, un giorno da culo. Degnatevi di correggere queste vergogne”.

“Mi sono rotto di sentire e di leggere livori e imprecisazioni – replica Benassai -. Natis nella sua forma neutra dal sostantivo natum nati, seconda declinazione, è il dativo o ablativo plurale, che in quest’ ultimo caso si traduce in ‘Ai nati’. Natis è però anche ablativo plurale maschile la traduzione é ‘Ai figli’. Il vocabolo ‘natus nati’ in tutte le sue declinazioni maschile, femminile e neutro si traduce sempre in figlio o figlia. Oppure ‘nato’, ‘di natura tale da’, ‘dell’età di’. Soltanto Natis natis, nella terza declinazione femminile singolare, si traduce in natica. Comunque per concludere natis vuol dire nasce, è verbo regolare forma deponente la sua traduzione è nasci. Natis die, per me, è soltanto una corretta licenza poetica dal latino, che potrebbe tradursi liberamente in ‘ai nati il giorno’ o ‘ai figli il giorno’, una dedica insomma ai nostri figli, ai figli dei nostri figli e al Signore che nacque in questo giorno”.

Polemica che si allarga dal tema stretto del titolo del cartellone e che coinvolge anche altri consiglieri: “Al netto di declinazioni, casi e coniugazioni latine che ho lasciato 25 anni fa quando ho finito il liceo, – rilancia il consigliere Guido De Amicis – ha attirato la mia attenzione il programma in sè che non penso renda tutti soddisfatti. Solo la parrocchia ha dato seguito alle aspettative della nostra comunità, impegnando per il 70 per cento di attività proprie la locandina. Spero che nei prossimi anni si conceda maggiore disponibilità economica e maggiore attenzione per il periodo natalizio che non è di sicuro meno appetibile del carnevale”.

“Quanta pochezza, quanta volgarità e quante discussioni sterili – attacca l’assessore alla Cultura Marisa Saputo – per diffondere odio ed astio in una comunità che di certo di tutto ha bisogno tranne che di questo. Balestrate non merita tutto questo, Balestrate non merita gente così. In qualità di rappresentante di questa Amministrazione chiedo scusa a Paride Benassai che con grande amore e spirito di devozione si è messo al servizio di tutta la nostra cittadina, ricevendo in cambio sterili ed inutili critiche”.

A darle man forte il sindaco Vito Rizzo: “C’è chi è abituato a fare, a sbracciarsi, a mettersi a disposizione – evidenzia – c’è chi è abituato solo a parlare, a denigrare, ad ergersi su piedistalli che nessuno mai gli ha riconosciuto. Ognuno di noi può scegliere nella vita da che parte stare”.

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