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Partinico, cani avvelenati in una casa di campagna: al via indagine

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Sette cani avvelenati, tre non ce l’hanno fatta. E’ l’ennesima strage che si verifica a Partinico e questa volta è avvenuta in una zona periferica di Partinico. Gli animalisti non vogliono divulgare per ragioni di sicurezza il luogo in cui è avvenuto l’episodio per timore che alla donna che accudisce questi randagi possano essere fatte delle ritorsioni. Denunciato tutto alla polizia municipale e ai carabinieri: aperta un’indagine per cercare di dare un volto all’autore di questo caso di avvelenamento.

Intanto è partita una gara di solidarietà per cercare di aiutare la donna che accudisce questi cani che ha raccolto dalla strada dando loro un posto sicuro all’interno del suo atrio esterno all’abitazione, seppur sino ad oggi liberi di entrare e uscire dalla recinzione. Varie associazioni si sono messe a disposizione e chi volesse può rivolgersi all’Enpa di Carini per dare una mano d’aiuto come può:

“Siamo stati in casa della donna che accudisce questi cani con altri volontari – afferma la sezione carinese dell’ente nazionale protezione animali -. Abbiamo censito tutti i cani presenti a casa e cercato di capire un po’ come poter aiutare lei e gli animali. Aggiorneremo man mano su cosa può servire”. Al momento vengono richieste cucce da esterno per cani di taglia medio/grande, rete, paletti, ondulina per tettoia, telo verde, croccantini mantenimento taglia media, candeggina, detersivi e coperte.

“Se qualcuno potesse aiutare in qualche modo ci scriva in privato nella nostra pagina facebook – evidenziano ancora i volontari – o all’indirizzo mail carini@enpa.org”. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, sulla base anche della denuncia sporta alla polizia municipale e ai carabinieri, qualcuno è entrato dentro l’abitazione della donna durante la sua assenza ed ha sparso dei bocconi avvelenati. Al suo rientro la proprietaria di casa ha immediatamente soccorso gli animali ma tre di loro non sono riusciti a sopravvivere.

“Questa donna ha già ricevuto in passato delle ritorsioni perchè qualcuno forse è infastidito dalla presenza di questi animali in casa sua – afferma Enrico Rizzi, capo della segreteria nazionale del Partito Animalista Europeo -. Ho sentito la polizia municipale che mi ha garantito il massimo impegno nell’affrontare questo caso”.

Ad aver informato i carabinieri è stato invece Salvatore Libero Barone, noto animalista e volontario: “I corpicini dei cani morti per avvelenamento – precisa – andranno all’Istituto zooprofilattico, assieme alle polpette avvelenate rinvenute. Verranno fatti dei recinti e prese delle cucce. Stiamo anche provvedendo ad un impianto di videosorveglianza, mediante 8 telecamere che coprono l’intero perimetro della casa. Questo nell’immediato, visto che nel più breve tempo possibile la signora dovrà spostarsi altrove, lontana da un territorio che non può più essere sicuro per sé e per gli animali, anche con tutte le precauzioni del caso. Serve aiuto concreto e chiunque volesse dare una mano può contattare me o l’Enpa di Carini. Non ci sono raccolte, ma indicheremmo sui social negozi e aziende dove poter dare il vostro contributo. I cani cercano tutti sistemazione e sono pressoché tutti di taglia grande. Avremmo qualche richiesta di stallo/pensione da valutare e chiunque volesse offrire loro una possibilità si faccia avanti”.

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